Il tecnico rassegna le proprie dimissioni all'indomani della sconfitta (che sa di resa) contro il Melito: «Ho cercato soluzioni a problemi che non mi competevano, andando oltre il mio ruolo»
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Piove sul bagnato in casa Pizzo e il sereno, almeno per adesso, non si vede neanche in lontananza. La compagine napitina è in caduta libera nel campionato di Promozione B, reduce da ben cinque sconfitte consecutive e nessun gol da quattro uscite ufficiali di fila. A peggiorare ulteriormente la situazione è stata la pesante sconfitta di sabato, in occasione anche dell'inaugurazione dello stadio Tucci, nel delicatissimo scontro salvezza contro il Melito. Insomma, era un crocevia fondamentale per capire le reali possibilità di salvezza e con la squadra che, adesso, si ritrova al penultimo posto in classifica.
Le dimissioni
Gli strascichi però non finiscono qui perché all'indomani della sconfitta che non suona come una resa ma quasi, vengono fuori anche i casi relativi a Piccolo e Filardo, due tasselli centrali nello spogliatoio ma che sono vicinissimi alla risoluzione consensuale del contratto.
Soprattutto, però, emergono le dimissioni del tecnico Massimo Brasile. Dura poco più di un mese dunque il matrimonio sportivo tra le parti, ma con le condizioni che non consentivano di andare avanti, come testimonia lo stesso allenatore: «Ho messo tutto me stesso in questa esperienza, andando spesso oltre il mio ruolo, cercando soluzioni a problemi che non mi competevano, sempre e solo per il bene del gruppo e della società. Non è stato facile lavorare subendo decisioni, torti e avvolte anche mortificazioni che nulla hanno a che vedere con il calcio e con il rispetto delle persone. Esco però con una certezza che per me vale più di qualsiasi risultato: la stima e il consenso dei calciatori. Uomini prima ancora che atleti, che hanno creduto nel lavoro, nei valori e nel sacrificio quotidiano. Questo è il riconoscimento più grande e quello che porterò con me».
«Su tutti mi preme ringraziare come uomini prima e come calciatori dopo Salvatore Piccolo e Alessandro Filardo che con professionalità e serietà mi hanno sempre sostenuto e supportato, a dimostrazione che alcuni valori ancora nel calcio resistono. Ringrazio il direttore sportivo Domenico Vissicchio per la fiducia accordatemi e per esserci sempre stato anche fuori dal campo. Io continuo il mio cammino con la coscienza pulita, la schiena dritta e la passione di sempre».

