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Duro attacco del sindacalista della Confasi al Comune: «Le ragioni dei disservizi patiti dai cittadini sono organizzative e l’Ente fa finta di non conoscerle»

Ritardi nella raccolta dell'umido a Vibo
Ambiente

«Cambiano gli assessori, cambiano i direttori della ditta appaltatrice, mentre non cambia mai la situazione caotica della raccolta rifiuti in questo disastrato comune. Assistiamo, infatti, a uno scivolone dopo l’altro. Nei giorni scorsi la delibera che si rimangia l’atto di indirizzo di luglio con cui si voleva modificare il contratto, sconfessando l’operato della “meteora” Romanò. Poi il comunicato della dirigente del settore rifiuti con cui si annunciava a tutta la Calabria che l’impianto Daneco era allagato. E che, di conseguenza, a Vibo non si raccoglie l’umido. Ma siccome noi facciamo sindacato e tuteliamo le persone che conoscono i meccanismi della raccolta rifiuti, di frottole istituzionali ce ne intendiamo da tempo». A riferirlo in una nota è il segretario provinciale Confasi, Gianni Patania, scagliandosi duramente contro il Comune di Vibo e la comunicazione della dirigente del settore Ambiente, Adriana Teti, che ha nel frattempo annunciato, nella giornata di ieri, il ritorno alla normalità. «Invitiamo chiunque - scrive Patania - a verificare su internet, sulla stampa o attraverso i telegiornali se oggi a Lamezia o Catanzaro o in qualunque altro comune vibonese o catanzarese gravitante sull’impianto Daneco si sia fermata la raccolta rifiuti. L’impianto Daneco si è allagato il 4 ottobre scorso, il giorno dell’alluvione. Il giorno dopo e il lunedì 8 l’umido di Vibo è stato raccolto. E non è stato portato alla Daneco per la semplice ragione che quell’impianto, salvo casi di emergenza, non tratta umido ma soltanto rifiuti indifferenziati. Quanto a Vibo Valentia, anche le pietre del cantiere di lavoro sanno che da quando Vibo fa la differenziata, l’umido viene portato all’Ecocall di Vazzano e in casi sporadici a Rende. Le ragioni per cui non si è fatta la differenziata sono ragioni organizzative che il Comune conosce ma fa finta di non conoscere. E siccome né sindaco né assessore hanno il coraggio di prendersi la responsabilità politica di questi disservizi, hanno fatto firmare il comunicato alla dirigente che non deve rispondere ai cittadini. Di certo la responsabilità non è dei lavoratori, che continuano a lavorare con mezzi insufficienti e sono costretti a straordinari molte volte non retribuiti. Diciamo tutto questo per dovere di verità nei confronti dei cittadini-utenti, invitando questa Amministrazione a tacere piuttosto che cercare di mettere pezze a colori». 

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