martedì,Novembre 30 2021

Bivona, la Regione mette in sicurezza il Sant’Anna. Progetto pronto: ecco cosa sarà fatto

Già avviato dal responsabile unico del procedimento l'iter amministrativo per richiedere la valutazione di impatto ambientale

Bivona, la Regione mette in sicurezza il Sant’Anna. Progetto pronto: ecco cosa sarà fatto
Un tratto del torrente Sant'Anna a Bivona
Un tratto del torrente Sant’Anna

Buone notizie per la messa in sicurezza del torrente Sant’Anna di Bivona. La Regione Calabria – Dipartimento infrastrutture, lavori pubblici e mobilità – ha, infatti, pronto il progetto esecutivo per realizzare un massiccio intervento di sistemazione e ripristino dell’officiosità idraulica del corso d’acqua in questione. Il responsabile unico del procedimento, l’ingegnere Stefania Romanò, ha già avviato il procedimento per ottenere la Valutazione di impatto ambientale (Via), necessaria per poter realizzare quanto progettato o, in caso, se dovranno essere apportate delle modifiche significative. Il Comune e la Provincia di Vibo Valentia sono stati inoltre invitati dalla Regione a pubblicare per un periodo di trenta giorni – a partire dalla data di ricevimento – la comunicazione di avviso di istanza del procedimento della Via inviata proprio della Cittadella (contenente l’indirizzo web dove poter consultare per intero la documentazione progettuale), al fine di dare massima diffusione all’iniziativa progettuale, consentendo a chiunque abbia interesse (enti territoriali, ordini professionali, associazioni, cittadini e altri soggetti) di presentare eventuali osservazione, entro il tempo stabilito dei trenta giorni, così come prevede la legge in materia. [Continua in basso]

Cosa sarà fatto

Le opere che sono state ritenute prioritarie e che sono inserite nel progetto sono innanzitutto – è scritto nella relazione generale – «l’adeguamento delle arginature nel tratto finale del torrente Sant’Anna, posto immediatamente a monte dell’urbanizzato e della strada statale 522, dove a sinistra idraulica è presente un importante sito industriale caratterizzato da rischio elevato. Per evitare un eccessivo consumo di suolo e nello stesso tempo scongiurare erosioni spondali, è stato previsto di realizzarle con gabbioni, ad eccezione dei tratti che attualmente sono già rivestiti con pietrame e calcestruzzo, dove le modifiche delle sponde hanno mantenuto tale tipologia. Le arginature saranno realizzate in parte solo su una sponda e in parte su due a seconda della presenza o meno di attuali rivestimenti dell’alveo. A tergo dei gabbioni – si legge nel testo – sarà realizzato un rilevato arginale in terra, utilizzando l’attuale materiale in surplus presente nell’alveo. Tale argine sarà inerbito al fine di scongiurare erosioni a seguito della realizzazione dell’opera». [Continua in basso]

Ma non basta: in alcuni tratti sarà realizzato «un leggero allargamento del fondo alveo, al fine di eliminare alcuni restringimenti presenti». In agenda anche il ripristino, «con intervento di cuci scuci, di tre briglie esistenti ammalorate lungo il torrente a monte della statale 522, al fine di evitare la compromissione totale delle strutture». È, inoltre, previsto il rifacimento del ponte di via Iclea sull’affluente del torrente: in merito si procederà con «la demolizione totale dell’attuale attraversamento e la realizzazione di una nuova struttura con luce larga 4 metri e alta 3, oltre che la sostituzione delle barriere di sicurezza e lo spostamento dei sottoservizi presenti. Si è reputato prioritario intervenire sul ponte – spiegano i progettisti – in quanto eventuali esondazioni potrebbero interessare persone in transito sulla strada, sulle briglie per evitare che si compromettano definitivamente e non siano più recuperabili, essendo già in cattivo stato. Infine il tratto a monte della statale 522 è stato ritenuto assai critico per la presenza di una sede industriale, dove l’esondazione potrebbe causare notevoli danni e per questo motivo si è ritenuto prioritario».

Dove non si interviene

Sono stati ritenuti, invece, meno prioritari da parte dei progettisti «gli interventi – è scritto nella relazione finale – di difesa arginale nei tratti di monte, in quanto sono presenti aree prevalentemente naturali o adibite a uliveti. Anche la sistemazione in erosione in sponda lungo il torrente a monte di via Iclea è stata ritenuta meno urgente». Tutto ciò anche alla luce del finanziamento disponibile che, inevitabilmente, ha portato a operare delle scelte per poter procedere alla realizzazione degli interventi ritenuti prioritari.

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