domenica,Novembre 28 2021

La Pro Loco di Vibo Marina chiede la messa in sicurezza della frazione San Pietro

Sono necessari urgenti interventi per fare uscire il paese dall'isolamento

La Pro Loco di Vibo Marina chiede la messa in sicurezza della frazione San Pietro

Edificato su un poggio a 100 metri di altitudine, San Pietro di Bivona gode di un’invidiabile posizione panoramica che domina tutta la costa da Pizzo a Briatico e, strano ma vero, costituisce uno degli insediamenti più antichi del territorio vibonese. Una credenza popolare, anche se non supportata da riscontri storici precisi, vuole che il paese di San Pietro sia il luogo dove il principe degli apostoli, sbarcato a Vibona durante il suo viaggio da Antiochia a Roma, abbia fondato il primo sacello, ossia un edificio di culto, e potrebbe essere che il piccolo borgo, verso i primi del IV secolo, abbia ricevuto il nome di San Pietro a memoria della evangelizzazione fatta in quel luogo dal santo, nella sua sosta durante il viaggio verso Roma. La posizione strategica del piccolo borgo non sfuggì, nel corso della seconda guerra mondiale, ai comandi della Wermacht, che decisero di posizionare sull’altura di San Pietro una postazione di artiglieria antiaerea che venne usata per ostacolare lo sbarco anglo-americano del settembre 1943. Di questo illustre passato, oggi non rimane che un gretto presente fatto di abbandono e incuria, con le cronache costrette ad occuparsi della più piccola delle frazioni vibonesi come di una ghost-town con un destino inesorabilmente segnato dagli eventi della natura accentuati o quanto meno non arginati dalla mano dell’uomo.

L’alluvione del 2006

I problemi iniziano nel 2006 quando, in seguito alla disastrosa alluvione che colpì il territorio vibonese, l’area in cui sorge la frazione risultò una delle più colpite dall’azione devastatrice dell’acqua e del fango. Da allora nessun intervento, o quasi, è stato messo in atto per evitare il ripetersi delle conseguenze causate dal dissesto idrogeologico e così, da qualche settimana, San Pietro è off-limits, con gli inevitabili disagi per i residenti ed anche per una struttura ricettiva, attiva da qualche anno e che attualmente ospita  i giovani calciatori della Primavera 4 -Vibonese Calcio.

La solidarietà della Pro Loco

Il Calvario della frazione San Pietro

Longobardi e San Pietro, rappresentano attualmente il paradigma di una difesa del territorio che sembra essere completamente assente nell’attività politica. Sulla necessità di ripristinare, in tempi rapidi, i collegamenti con la piccola frazione di San Pietro, interviene la Pro Loco di Vibo Marina che, in suo comunicato, esprime solidarietà con gli abitanti e con quanti hanno scelto di vivere, lavorare o ritornare nel proprio paese a cui sono particolarmente legati. «Uno dei luoghi più antichi del nostro territorio- si legge nella nota- ed in posizione dominante sul mare. Il centro come le periferie hanno necessità di accessi quanto più funzionali e sicuri, per la vivibilità dei luoghi e per ogni sviluppo sostenibile possibile». [Continua in basso]

«San Pietro, una realtà trascurata»

«Pur apprezzando quanto già messo in atto dall’ente locale e quanto ancora sarà fatto nell’emergenza- prosegue la nota- in una realtà da troppo tempo trascurata, San Pietro chiama ancora di più oggi ad un maggiore impegno da parte di tutti. Appaiono necessari ed urgenti interventi per un migliore assetto idrogeologico della collina, il contenimento dei corsi d’acqua, ma anche un progetto generale di recupero, tutela, valorizzazione , della frazione di San Pietro per farla rivivere con dignità, anche quale piccolo borgo singolare per la sua agricoltura ancora presente (ulivi, viti, ortaggi, tra cui i tipici e gustosi pomodori), per far riprendere l’artigianato e anche come luogo ideale per la ricettività turistica».

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