martedì,Luglio 23 2024

Legambiente e il mare vibonese: cinque i punti risultati fortemente inquinati

La provincia di Vibo riesce a fare l’en plain in negativo rispetto al resto della Calabria che complessivamente registra comunque un 58% delle acque con valori oltre i limiti di legge. Ecco tutte le zone a rischio

Legambiente e il mare vibonese: cinque i punti risultati fortemente inquinati
La Goletta Verde di Legambiente

In Calabria il 58% dei punti campionati da Goletta Verde lungo le coste è oltre i limiti di legge: è quanto emerge in sintesi dai dati del monitoraggio realizzato da Legambiente lungo le coste calabresi. I dati sono stati presentati oggi in conferenza stampa in occasione dell’ultima giornata di tappa di Goletta Verde a Crotone alla presenza di Rosaria Vazzano, Presidente del Circolo Legambiente Crotone; Antonio Michele Lanatà, presidente circolo Legambiente Le Castella;  Anna Parretta, presidente Legambiente Calabria; Vincenzo Voce, sindaco di Crotone; Alice De Marco, portavoce di Goletta Verde; Sergio Fasson, Istituto Chimico Donegani di Crotone; Emilio Errigo, commissario straordinario Arpacal; Salvatore Siviglia, dirigente Dipartimento Territorio e Tutela dell’Ambiente della Regione Calabria e Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria. I campionamenti sono stati effettuati dai volontari e dalle volontarie di Legambiente tra 28 giugno 17 luglio, che hanno monitorato le acque di 24 punti lungo le coste della Calabria: 17 in punti critici come foci di fiumi, canali, scarichi, fiumare, e i restanti 7 in mare. Sono ben 14 i punti che hanno oltrepassato i limiti di legge, più del 58% del totale dei punti monitorati, di cui 13 sono risultati fortemente inquinati e uno inquinato. 

In provincia di Vibo 5 punti inquinati

Lo stato del mare alla foce dell'Angitola
La foce dell’Angitola

E’ la provincia di Vibo quella messa peggio, poiché riesce a fare fa l’en plein in negativo con i suoi cinque punti campionati tutti fortemente inquinati. Si tratta della foce del fiume Angitola a Pizzo, della foce del torrente Trainiti  nell’omonima località del comune di Vibo Valentia, della foce del torrente Murria a Briatico (spiaggia Torretta), della foce del torrente Ruffa a Ricadi e della foce del torrente Mandricelle sulla spiaggia di Coccorino, nel territorio di Joppolo. Punti ormai noti da anni per l’inquinamento e rispetto ai quali – passerelle a parte – poco o nulla è stato fatto per risolvere il problema.

Nella provincia di Cosenza sono 7 i punti campionati, di cui uno fortemente inquinato: la foce del torrente Colognati a Marina di Rossano; tre invece i punti in provincia di Catanzaro, di cui uno è risultato fortemente inquinato: la spiaggia vicino la foce del Corace sulla via Lungomare Stefano Pugliese a Catanzaro Lido, più un punto inquinato tra Montepaone Lido e Soverato alla foce del fosso Beltrame; in provincia di Crotone due punti su tre sono risultati fortemente inquinati: la foce del fiume Esaro a Crotone e il punto presso la foce del canale nella spiaggia a destra del Castello di Le Castella; sei i punti monitorati in provincia di Reggio Calabria, di cui quattro fortemente inquinati: la foce del fiume Petrace a Gioia Tauro, la foce del Torrente Sfallasà presso il campo sportivo a Bagnara Calabra, la foce del torrente Annunziata nei pressi del lido comunale di Reggio Calabria, lo sbocco fiumara Sant’Elia a Montebello Jonico. 

la foce del Mesima

“Il quadro che dipinge il monitoraggio di Goletta Verde è, ancora una volta, poco rassicurante – dichiara Anna Parretta, presidente Legambiente Calabria. Come sempre sono le foci dei fiumi che presentano le maggiori criticità, indice del fatto che esistono problemi irrisolti su cui occorre agire in maniera incisiva. La situazione in Calabria, soprattutto in alcune zone, presenta problemi ormai divenuti cronici. Persistono infatti punti fortemente inquinati in tutte le province, in particolare sulle coste di Vibo Valentia e Reggio Calabria ai quali si aggiungono anche i punti storici della foce del torrente Caserta a Reggio Calabria e la foce del fiume Mesima a San Ferdinando. La Regione Calabria ha attivato alcuni processi sia per efficientare i sistemi di depurazione sia in un’ottica di controllo sugli scarichi illegali, sui quali diamo un giudizio positivo, ma è indispensabile agire con celerità e con maggiore determinazione a tutela del nostro mare, degli ecosistemi e della salute dei cittadini oltre che dell’economia regionale”. “Ben 12 punti monitorati da Goletta Verde – dichiara Alice De Marco, portavoce di Goletta Verde – risultano essere non campionati o con balneazione vietata temporaneamente per inquinamento secondo i dati del Portale Acque, il sito del Ministero della Salute che informa i cittadini sulla qualità delle acque di balneazione e dove poter fare il bagno. A dimostrazione che le criticità sono note e risapute. Continuiamo a pagare in bolletta le sanzioni imposte dalla Comunità Europea, e la Calabria, con i suoi depuratori, contribuisce in maniera significativa. Soldi che potrebbero essere usati per sanare un ritardo che ci allontana dall’idea di Paese civile che abbiamo”. Rispetto ai cartelli sulla qualità delle acque di balneazione sono presenti sono in due punti campionati. Necessario uno sforzo da parte delle autorità locali di informare i cittadini in modo più attento e consapevole delle acque di balneazione sulla costa calabrese. Secondo gli ultimi aggiornamenti presenti sul sito del commissario unico per la depurazione in Calabria sono 150 gli agglomerati su cui insistono più di 2 milioni e mezzo abitanti equivalenti, in cui si stanno svolgendo lavori per uscire dall’infrazione sulla depurazione, per un importo complessivo di circa 500 milioni di euro. Questi lavori porteranno a risolvere parte delle situazioni che avevano portato ad avere 188 agglomerati in Calabria (dati aggiornati a maggio 2020), in infrazione comunitaria. 

Il monitoraggio scientifico  

I prelievi di Goletta Verde vengono eseguiti da tecnici, volontari e volontarie di Legambiente. L’ufficio scientifico dell’associazione si è occupato della loro formazione e del loro coordinamento, individuando i laboratori sul territorio. I campioni per le analisi microbiologiche sono prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento delle analisi, che avvengono lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo. I parametri indagati sono microbiologici (enterococchi intestinali, Escherichia coli). Il numero dei campionamenti effettuati viene definito in proporzione ai Km di costa di ogni regione.  

LEGENDA  

Facendo riferimento ai valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) i giudizi si esprimono sulla base dello schema seguente: INQUINATO = Enterococchi intestinali > 200 UFC/100 ml e/o Escherichia coli > 500 UFC/100ml; FORTEMENTE INQUINATO = Enterococchi intestinali > 400 UFC/100 ml e/o Escherichia coli > 1000 UFC/100ml.  

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