Randagismo, la denuncia di Paola Cataudella: «Asp di Vibo inadempiente»

Il consigliere comunale delegato al ramo e le associazioni animaliste puntano il dito contro il servizio veterinario dell’azienda sanitaria: «Attese di ore per soccorrere animali investiti». Il caso della piccola Nayrobi
Il consigliere comunale delegato al ramo e le associazioni animaliste puntano il dito contro il servizio veterinario dell’azienda sanitaria: «Attese di ore per soccorrere animali investiti». Il caso della piccola Nayrobi
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La piccola Nayrobi ferita
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«Ancora casi di inadempienze dell’Azienda sanitaria provinciale nei confronti degli animali. A circa quattro mesi dal famoso vertice tra Asp, Comune ed associazioni animaliste, organizzato con lo scopo di mettere la parola fine a tanta disorganizzazione e inottemperanza delle leggi vigenti in materia di randagismo e tutela degli animali, la situazione non solo non ha trovato risoluzione ma non è neanche migliorata». Le associazioni animaliste attive sul territorio (Enpa sezione di Pizzo, Argo Onlus e Lav) insieme al consigliere comunale di Vibo Valentia, con delega al randagismo, Paola Cataudella, denunciano pubblicamente le «innumerevoli difficoltà che vivono i volontari animalisti sempre pronti a lasciare famiglie e impegni per correre in soccorso di cani e gatti investiti e lasciati a bordo strada. Ed è qui che comincia il vero inferno – spiegano -, una vicissitudine di chiamate e di attese, spesso ore ed ore ad aspettare coloro i quali per legge sono obbligati ad intervenire perché reperibili o in servizio. Una procedura che dovrebbe essere semplice e snella per salvare la vita di animali che, se gravi, rischiano di morire sull’asfalto aspettando l’arrivo di medici veterinari che  giunti sul posto si ritrovano comunque privi di medicinali e delle attrezzature di base per prestare il primo soccorso. Perfino l’ambulatorio Asp, che dovrebbe essere funzionale a tale causa, rimane chiuso. Nell’incontro avvenuto il 29 agosto – si aggiunge – è stato messo nero su bianco circa le modalità di intervento in tali situazioni ed è stato stabilito il ricovero immediato in una clinica veterinaria, per i cani che siano presumibilmente in gravi condizioni. Utopia questa. In quanto dopo quasi quattro mesi niente di tutto ciò è stato ottemperato».

Come il caso della piccola Nayrobi, in foto, che, spiega la Cataudella «anziché essere ricoverata  in clinica viene portata presso il canile municipale senza un’imminente lastra necessaria a stabilire la gravità delle condizioni. Nayrobi non cammina, la sensibilità degli arti sta diminuendo, urgono degli esami più approfonditi che dovrebbero essere di competenza dell’azienda sanitaria, cosi come la problematica del trasporto dei cani, in quanto, benché vi sia un servizio di accalappiamento e vetture veterinarie Asp, vengono interpellati i volontari, gli stessi che devono intervenire durante i recuperi per prestare soccorso, per attivare le procedure e  denunciare per fare rispettare i diritti degli animali. Perché è proprio questo quello che chiediamo e  pretendiamo – conclude -: il rispetto delle leggi ma prima ancora il rispetto per queste vite».

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