Caos rifiuti a Vibo, lo Slai Cobas: «Disservizi e incivili alimentano la confusione»

Il sindacato punta il dito contro l’azienda per le condizioni in cui sono costretti ad operare gli operai e contro il Comune che non fa sentire di più la sua voce con la Dusty. Mentre l’assessore scivola sulla… “a”

Il sindacato punta il dito contro l’azienda per le condizioni in cui sono costretti ad operare gli operai e contro il Comune che non fa sentire di più la sua voce con la Dusty. Mentre l’assessore scivola sulla… “a”

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L'eco punto di via Pellicanò a Vibo
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«Prendiamo le mosse dagli ennesimi disservizi nella raccolta rifiuti sul territorio di Vibo Valentia esplosi in tutta la loro evidenza nelle recenti festività natalizie e di fine d’anno, che la stampa locale ha correttamente denunciato di recente, insieme agli “incivili”, che continuano a insozzare la città gettando rifiuti dove capita, per esprimere il nostro sommesso parere su una problematica che, purtroppo, sembra non avere fine, nonostante l’arrivo; sul nostro territorio della Dusty da circa un anno».

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A riferirlo in una nota è il sindacato Slai Cobas che, nel segnalare le criticità registratesi in città sul fronte della raccolta rifiuti, elenca anche i disservizi di cui si sarebbe reso protagonista il gestore dal punto di vista dei lavoratori.

«Non neghiamo – scrive Nazzareno Piperno – che, nel percorso culturale che la collettività ha appena cominciato a percorrere con il tanto agognato avvio della raccolta differenziata a Vibo Valentia, vi siano ancora persone recalcitranti al cambiamento e riottose a modificare le proprie annose abitudini in favore del ben più virtuoso circuito che la raccolta differenziata dei rifiuti porta con sé. Quello che non vogliamo però è che la presenza di qualche decina di “incivili” – per come vengono legittimamente definiti dalla stampa – diventi un alibi per nascondere le evidenti pecche organizzative e gestionali del servizio. Evidenti a tutti e non solo a chi, come noi, del settore per motivi istituzionali è parte integrante da sempre».

E prosegue: «Non vorremmo, in altri termini, che gli incivili – che comunque esistono – diventino l’inconsapevole capro espiatorio cui far scontare tutte le lacune ed i deficit di un’azienda come la Dusty evidentemente inadeguata alle necessità di una città come Vibo Valentia. E non certo nel senso di giustificare il loro operato – che è e rimane da incivili – ma per impedire che si distolga l’attenzione dai veri disservizi che esistono e di cui l’unica responsabile è l’azienda che passerà alla storia per aver azzerato lo spazzamento a Vibo Valentia. Anche perché il numero di questi ‘incivili’ è molto più esiguo di quanto si vorrebbe far credere».

L’esponente sindacale propone «una semplice riflessione: partendo  dal servizio a singhiozzo effettuato nel periodo natalizio (non certo per colpa dei lavoratori che dopo aver ricevuto la disposizione di lavorare domenica 7 gennaio si sono visti annullare per unilaterale volontà aziendale l’ordine di servizio in precedenza ricevuto), siamo convinti che non siano stati pochi i cittadini che, di fronte ad una raccolta sporadica e senza certezze sui giorni e sugli orari della raccolta, piuttosto che tenersi i rifiuti in casa (si pensi solo all’umido non raccolto…) siano stati costretti loro malgrado ad arrangiarsi in qualche modo. E ciò ci riporta al problema organizzativo con il monte ore lavorato  evidentemente  insufficiente a far fronte alle esigenze della città; insufficienze divenute ancor più evidenti in un periodo di feste in cui i turni di lavoro svolti sono inevitabilmente diminuiti».

Quindi il riferimento all’organico: «ancora una volta, il problema torna alla sua radice: l’insufficiente numero degli addetti che l’azienda ha alle proprie dipendenze, unitamente al ridotto orario di servizio per molti di loro che ancora risultano assunti a part-time a 4 ore giornaliere; lavoratori del tutto inferiori al numero che pur l’azienda aveva l’obbligo di assumere sulla base del Capitolato d’appalto a suo tempo sottoscritto; problematica per la quale la scrivente organizzazione sindacale sta predisponendo apposito esposto-denuncia per turbativa d’asta che verrà depositato nei prossimi giorni alla competente Procura della Repubblica. Ed i disservizi non si fermano certo qua spaziando dalla fatiscenza del capannone industriale utilizzato come deposito dei mezzi aziendali alla mancanza di un luogo di raccolta dove i lavoratori possano indossare la tuta, lavarsi le mani o usufruire dei servizi igienici. Ed in tutto questo a contribuire a fare rumore con il suo silenzio vi è anche il Comune di Vibo Valentia che, pur facendo bene a preoccuparsi degli “incivili” di turno, quale organo di controllo, dovrebbe far sentire di più la propria voce di fronte a tutte grandi e piccole inefficienze di un’azienda che sul nostro territorio sta dimostrando tutti i propri limiti ed inadeguatezze».

E proprio l’Ente comunale chiamato in causa dallo Slai Cobas dimostra di non avere il pieno controllo della situazione, neppure a livello di comunicazione. Sintomatico appare in questo senso la revoca della convocazione della conferenza stampa sul punto (inizialmente prevista per oggi) da parte dell’assessore al ramo Giuseppe Russo e, ancor di più, lo scivolone in cui è incorsa l’assessore Laura Pugliese che sulla sua bacheca di Facebook condivide il calendario del “porta a porta” di gennaio della “Dasty”. Peccato che l’azienda che opera a Vibo si chiami “Dusty” e che il calendario postato dall’esponente del governo cittadino sia riferito all’associazione di Comuni di Fossi, Oliena e Orgosolo… in provincia di Nuoro.

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