Mini discariche in pieno centro abitato a Vibo, i residenti protestano: «Situazione esasperante»

Nei giorni scorsi l’intervento dei vigili e degli operatori ma i rifiuti continuano ad essere lasciati per strada per un fenomeno diffuso a macchia di leopardo in tutta la città che non risparmia neppure le vie più centrali. I casi di via Fortunato e via Pellicanò

Nei giorni scorsi l’intervento dei vigili e degli operatori ma i rifiuti continuano ad essere lasciati per strada per un fenomeno diffuso a macchia di leopardo in tutta la città che non risparmia neppure le vie più centrali. I casi di via Fortunato e via Pellicanò

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Rifiuti per strada in via Fortunato
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Sarà pigrizia, poca informazione, inciviltà. Sarà perché “così fan tutti”. Eppure, nonostante l’avvio della raccolta differenziata, a Vibo Valentia c’è chi si ostina a lasciare i rifiuti per strada. Le montagne crescono a dismisura così come il cattivo odore e la rabbia dei residenti dei quartieri più a rischio.

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Colpite dal fenomeno, le zone di passaggio o isolate, ma anche aree densamente popolate se non addirittura in pieno centro cittadino. Via Giustino Fortunato, ad esempio, nella parte alta della città, nei pressi della Scuola di Polizia. Qui, solo qualche giorno addietro, era stata predisposta e attuata la rimozione di una vera e propria montagna di spazzatura. Eliminati anche i cassonetti e ripulita l’area. Ma sono bastate poche ore affinché il degrado – nonostante i controlli dei vigili urbani, come rimarcato dai cittadini – si ripresentasse sotto forma di cumuli di immondizia. Le segnalazioni da parte dei residenti al Comune quanto alla Dusty (società che si occupa della raccolta e smaltimento rifiuti) finora non sono mancate: «Le risposte arrivano – precisano – ma basta qualche giorno e il “problema” ritorna».

Difficile, in sintesi, dissuadere dalla pratica del “lancio del sacchetto”. Transenne, video-sorveglianza, maggiori sforzi di controllo da parte delle forze dell’ordine e presenza fissa degli operatori ecologici: «Qualsiasi soluzione è ben accetta purché si ponga fine a questa vergogna», concludono i residenti della via.

Degrado diffuso a macchia di leopardo in tutta la città. Se solo qualche giorno fa era possibile “ammirare” un gigantesco cumulo di spazzatura nei pressi della rotonda per Piscopio (poi rimosso), segnalazioni arrivano anche dal cuore del centro cittadino, ad esempio dalla centralissima via G. M. Pellicanò.

Una zona che, denuncia un residente in quella via, «trasformatasi da un istante all’altro in una piccola area semi-abbandonata in una specie di “isola ecologica”, che altro però non è che una pattumiera a cielo aperto nel centro della città».

Qui, secondo la denuncia pervenuta in redazione, «i cittadini depositano rifiuti di qualsiasi genere di rifiuto a qualsiasi ora della giornata sul pubblico marciapiede, dinanzi il cancello chiuso dell’area interessata, rendendo il quartiere – ribadisce – una pattumiera. Inoltre, c’è ogni mattina un via-vai di automezzi pesanti e non della ditta addetta alla raccolta dei rifiuti, con conseguente intasamento del traffico già intenso nell’area interessata». 

Da qui una serie di interrogativi. «Insieme agli altri residenti del quartiere ci domandiamo: il Comune può impiantare una simile vergogna nel centro della città, e in particolare di fronte ad un importante presidio sanitario dell’Aso di Vibo Valentia, ovvero il Centro prelievi e analisi? Accanto al Comando provinciale dei Carabinieri? Nelle adiacenze della Polizia Stradale? A ridosso di abitazioni di cittadini nauseati di come è diventata  l’area ove vivono? In prossimità degli Uffici provinciali Inps e Asl; a due passi da uno degli oratori più frequentati di Vibo Valentia, ovvero quello dei Salesiani?».

Non solo. «La raccolta porta a porta, tanta acclamata dall’Ente comunale, come in una qualsiasi altra città italiana che ha avviato la raccolta differenziata, dove è andata a finire? Sono i cittadini come sempre – aggiunge indignato il residente – a dover pagare il prezzo dell’inefficienza dei servizi degli Enti locali ormai obbligatori per legge? Infine, c’è da aggiungere che tale presunto sito ecologico non è altro che fonte di sporcizia e di proliferare della peggior specie di animali attratti dal suo contenuto (già si intravedono ratti e simili), in pieno centro cittadino!».

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