sabato,Maggio 8 2021

I veleni dell’ex Cgr di Porto Salvo, la Cgil Area Vasta chiede un tavolo prefettizio per la bonifica

Il segretario Scalese auspica l’avvio di un percorso che conduca alla piena messa in sicurezza del sito nel quale sono stati registrati preoccupanti livelli di radioattività

I veleni dell’ex Cgr di Porto Salvo, la Cgil Area Vasta chiede un tavolo prefettizio per la bonifica

«A poche settimane dall’inchiesta denominata Waste Water, contro lo smaltimento illecito dei rifiuti speciali nel Golfo di Sant’Eufemia, i temi della difesa dell’ambiente, dello sfruttamento criminale del patrimonio naturalistico del nostro territorio e, quindi, della tutela del diritto alla salute, tornano di drammatica attualità con l’indagine dei magistrati della Procura di Vibo Valentia che ha consentito di ipotizzare i reati di inquinamento ambientale e concorso nella realizzazione di discarica abusiva a carico di due imprenditori». È questo l’incipit di una nota firmata da Enzo Scalese, segretario generale della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia. «Forse è arrivato il momento – dice Scalese – che la politica si faccia carico di passare dalle parole alle azioni concrete di prevenzione, nell’interesse della salute pubblica».

Il sindacalista in particolare interviene in merito all’inchiesta della Procura di Vibo Valentia relativa a sversamenti illeciti di rifiuti nell’area della dismessa Compagnia Generale Resine Sud di Porto Salvo. «Torna ad imporsi con urgenza e prepotenza – aggiunge – una riflessione allargata, che sia operativa e non fine a se stessa, sulla necessità di una bonifica dell’area sequestrata dove sono stati rilevati preoccupanti livelli di inquinamento e sospetti valori di radioattività, dando vita ad un intervento di messa in sicurezza per la salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini».

«Perché – afferma ancora Scalese – non dimentichiamo che in una regione come la Calabria, al di là della salubrità dell’ambiente per il benessere dei cittadini, il patrimonio naturalistico è soprattutto in alcune aree, fonte di sviluppo economico e sociale. Il perpetuarsi di reati ambientali, contro cui interviene in maniera determinante e meritoria la magistratura, legati alla presenza di discariche abbandonate, aree dismesse e quindi alla gestione dei rifiuti, richiamano la pervicacia di una infiltrazione criminale contro cui bisogna fare rete, costruendo una rete istituzionale volta alla prevenzione e alla sicurezza».

«Per questo come Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo – conclude Scalese – invochiamo l’intervento del prefetto di Vibo, affinché si faccia promotore di un confronto costruttivo tra le istituzioni, le forze dell’ordine, le associazioni e la comunità affinché il comune sentire nella direzione della difesa del bene comune diventi l’antidoto alla rassegnazione e allo sfruttamento del nostro territorio».

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