In classe 14 alunni. Tra le alternative indicate dalle famiglie ci sarebbero alcuni ambienti più ampi situati al piano superiore dell’edificio che però al momento sarebbero utilizzati come laboratori
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Condizioni degli spazi, sicurezza degli alunni e organizzazione della didattica. Sono i punti sollevati dai genitori della classe 4C della scuola primaria Don Mottola di Tropea, che attraverso un comunicato hanno portato all’attenzione pubblica la situazione dell’aula assegnata ai bambini all’inizio dell’anno scolastico. La classe è composta da 14 alunni, tra i quali un bambino con disabilità affiancato da un docente di sostegno per 22 ore settimanali.
A preoccupare le famiglie sono soprattutto le dimensioni della stanza, considerate insufficienti per consentire un’agevole movimentazione e per garantire, secondo quanto riportato nel documento, condizioni adeguate anche nell’eventualità di un’evacuazione. I genitori chiedono infatti che venga assicurato ai bambini quello che definiscono uno «spazio vitale per la normale movimentazione» e, soprattutto, una via di fuga che non presenti criticità in caso di emergenza.
Tema già sottoposto alla scuola nelle scorse settimane. Il 22 settembre alcuni genitori hanno incontrato i collaboratori del dirigente scolastico e il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, illustrando le difficoltà riscontrate e chiedendo chiarimenti sui criteri utilizzati per la distribuzione delle classi. Nel confronto è stata sollevata anche la questione delle aule più ampie disponibili al piano superiore dell’edificio, che, secondo quanto riferito dalle famiglie, sarebbero attualmente destinate a laboratori.
E a generare ulteriori perplessità è stata la soluzione adottata per liberare parte della superficie dell’aula: gli zaini vengono lasciati all’esterno della classe. Nel comunicato si riferisce che sarebbero sistemati a terra nei pressi dei servizi igienici e in un’area interessata dal frequente passaggio delle persone. Una sistemazione che comporterebbe inoltre la necessità per gli alunni di uscire dall’aula durante le lezioni per recuperare libri e materiale scolastico. Negli zaini, precisano i genitori, vengono conservati anche merende e, in alcuni casi, il pasto.
Non è dunque soltanto una questione di metri quadrati. Le famiglie chiedono alla dirigenza di individuare una «seria e concreta soluzione» che consenta di superare l’attuale organizzazione e garantire condizioni considerate più appropriate per la permanenza quotidiana degli alunni. L’obiettivo indicato nel documento è quello di conciliare le esigenze della didattica con quelle legate alla sicurezza e alla normale fruizione degli ambienti scolastici.
Alla scuola viene quindi rivolto un nuovo appello affinché le richieste avanzate siano esaminate e venga aperto un confronto sulle possibili alternative. «Per noi la questione non è geometrica, ma di tutela della sicurezza dei nostri figli», scrivono i genitori nel comunicato, precisando che due famiglie della classe non hanno aderito all’iniziativa. Resta ora da capire quali soluzioni potranno essere individuate per rispondere alle criticità rappresentate e riportare il confronto sul terreno dell’organizzazione degli spazi e della sicurezza scolastica.


