Carattere

Il passato illustre ed il presente mediocre, la riflessione del direttore del Sistema bibliotecario vibonese

Commenti

Dal direttore del Sistema bibliotecario vibonese, Gilberto Floriani riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta alla città di Vibo Valentia: "“Cara Vibo Valentia, avresti tutti i numeri per essere una bellissima città, anzi per chi ti sa guardare con gli occhi del cuore e della nostalgia lo sei ancora, anche se in questi ultimi decenni ti sei lasciata andare. Hai un passato illustre e ne conservi ancora notevoli tracce, hai un bellissimo centro storico ricco di palazzi, chiese, piazze e giardini di pregio. Avresti anche un bel mare se solo si riuscisse a mantenerlo pulito e non inquinato; hai una corona di paesi che non è facile trovarne di uguale bellezza in Italia, hai le montagne, i boschi secolari e i laghi. Nel territorio che ti circonda si producono cibi buonissimi e di grande qualità; nella vicina città di Nicotera si è consolidata la tradizione della dieta mediterranea, di Pizzo tutti conoscono i gelati, Tropea è la capitale del turismo calabrese, Serra San Bruno è un gioiello e un grande centro di spiritualità, allo stesso modo di Mileto. Soriano è un centro culturale come pochi e in molti luoghi come Gerocarne, ma non solo, vi è un vivace artigianato. Di tutto questo eri la piccola capitale. Hai biblioteche che altri non hanno e una sotterranea vivacità culturale che periodicamente si manifesta con iniziative di importanza nazionale, come il Festival leggere&scrivere. Non ti mancherebbe quasi nulla per essere felice; i tuoi pochi abitanti, molti dei quali di straordinario ingegno, potrebbero dignitosamente vivere bene e lavorare tutti. Eppure sei in difficoltà, un gran numero di persone che si son fatti carico di te si sono dimostrate indegne e mediocri, altri si sono disimpegnati, chi poteva aiutarti non lo ha saputo e voluto fare e quindi ti trascini nel presente sola, poco considerata e con una veste sempre più logora e sporca. Io credo però che tutti coloro che sanno apprezzare la luce dei tuoi crepuscoli estivi, la dolcezza delle serate di luna piena che illumina il castello e il campanile di San Michele, che partecipano alla solennità dei riti pasquali, ti amino ancora profondamente e desiderino impegnarsi per farti ritornare ad essere quella splendida matura città che potresti ancora essere, senza mafie e senza complessi di inferiorità nei confronti delle altre città calabresi. Se coloro che ti amano sapranno e vorranno impegnarsi tu potrai rinascere e rivivere i tuoi tempi migliori, di quando Proserpina spargeva di fiori primaverili i prati, di quando ci si dissetava alla fonte di Mnemosyne, di quando Valentia era uno dei più importanti municipi romani, di Federico II e della fondazione di Monteleone, di quando i Pignatelli portarono tra i primi in Calabria l'arte della seta e della stampa, di quando il conte Vito Capialbi portava alla luce le antiche memorie, di quando si progettavano istituzioni civiche, culturali e scolastiche come il Regio Collegio e il liceo Bucciarelli, di quando eri un centro nazionale di studi folklorici, archeologici e giuridici, di quando fiorivano le maestranze e alla fine degli anni Cinquanta-Sessanta si progettava un futuro industriale, di quando c'era l'Agosto Vibonese. Anche se sono mutati i tempi, le condizioni materiali e ambientali per scrivere un futuro all'altezza del passato ci sono ancora tutte, ci sono gli ingegni; manca ancora, forse, una precisa volontà di voler tentare di farlo e la determinazione di andare oltre tutti coloro che hanno fallito e spesso anche approfittato. Ma io spero cara Città che i tempi siano maturi, che sia finito il tempo degli sterili piagnistei e che i tuoi cittadini capiscano che non è più sopportabile la mediocrità del presente, che è doveroso recuperare l'orgoglio dei padri, di coloro che qui sono nati e poi morti per la patria, anche per questa piccola patria, costi quello che costi.

 

 

Lacnews24.it
X

Seguici su Facebook