L’INTERVENTO | La sanità che “cambia verso” e il limite della decenza

Per il segretario provinciale della Cgil, Luigi Denardo, anziché ascoltare il grido di dolore mortificante lanciato dal territorio, si sceglie di «fare una falsa apologia di propaganda sanitaria e di disgustosa demagogia governativa».

Per il segretario provinciale della Cgil, Luigi Denardo, anziché ascoltare il grido di dolore mortificante lanciato dal territorio, si sceglie di «fare una falsa apologia di propaganda sanitaria e di disgustosa demagogia governativa».

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La recente marcia dei diritti negati a Vibo
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È persino sfrontata, oltre che umiliante la risposta dei commissari alla sanità nei confronti dei cittadini vibonesi. Nemmeno il rispetto di essere presi in considerazione dopo una vibrante e civile mobilitazione sociale, ed in considerazione di una ulteriore plebiscitaria protesta sul territorio di Tropea per il prossimo venerdì.

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La marcia dei diritti negati, in migliaia in piazza a Vibo – FOTO

Un fatto assolutamente vergognoso, che destituisce i valori della democrazia ed il rispetto della dignità umana, delegittimando i dettami costituzionali atti a garantire i poteri sostitutivi con il rispetto del principio di sussidiarietà e della leale collaborazione.

Anziché, ascoltare con il dovere del servizio e dell’etica pubblica il grido di dolore mortificante lanciato dal territorio per rivendicare un legittimo diritto alla salute, in una richiesta di responsabilità concertative, si è scelto una falsa apologia di propaganda sanitaria e di disgustosa demagogia governativa. I commissari e la ministra avrebbero “cambiato verso” nella sanità calabrese facendola entrare nella classifica dei Lea.

Il che, anche laddove dovesse avere un minimo fondamento, non di certo a loro ascrivibile, sarebbe un oltraggio in più per la sanità del nostro territorio. Perché a Vibo Valentia, non solo la situazione è notevolmente peggiorata negli ultimi due anni ma, fino a qualche settimana fa, era del tutto sconosciuta ed indifferente ai commissari regionali.

Tropea scende in piazza contro la chiusura dell’ospedale

Di questo come Cgil, ovviamente, ne prendiamo atto ed agiremo di conseguenza, senza alcuna preoccupazione di sorta. Convinti che, questa è una fondamentale battaglia del territorio, di tutte le stratificazioni sociali e, soprattutto, una grande responsabilità della politica e delle Istituzioni vibonesi.

*Segretario provinciale Cgil