‘Ndrangheta, per il Viminale i Comuni sciolti vanno verso un “graduale rientro nella legalità” (VIDEO)

Report del ministero dell’interno sull’attività delle commissioni straordinarie. Tre centri vibonesi interessati nel 2017: Tropea, Nicotera e Nardodipace. Il piccolo paese delle Serre, già uscito dal commissariamento, viene citato come esempio virtuoso

Report del ministero dell’interno sull’attività delle commissioni straordinarie. Tre centri vibonesi interessati nel 2017: Tropea, Nicotera e Nardodipace. Il piccolo paese delle Serre, già uscito dal commissariamento, viene citato come esempio virtuoso

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Il Comune di Nardodipace, già uscito dal commissariamento
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Un graduale rientro nella legalità: nei Comuni commissariati per infiltrazioni mafiose nel 2017, il ripristino della normale attività amministrativa, affidato alle commissioni straordinarie di nomina prefettizia, si è rivelato un lavoro lungo, caratterizzato da vari passaggi. E’ questo il quadro che emerge dalla relazione del ministero dell’Interno “sull’attività delle Commissioni per la gestione straordinaria degli enti sciolti per infiltrazione e condizionamento di tipo mafioso”. Nel report – pubblicato sul sito istituzionale del Viminale – si fa il punto sui risultati delle gestioni straordinarie insediate dopo lo scioglimento dei Comuni per il condizionamento della criminalità organizzata. 

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In Calabria, nel 2017, le commissioni straordinarie hanno operato in 18 Comuni “azzerati”: si tratta di Lamezia Terme, Sorbo San Basile, Cropani, Petronà (Catanzaro), Cassano Ionio (Cosenza), Isola Capo Rizzuto (Crotone), Canolo, Laureana di Borrello, Bova Marina, Gioia Tauro, Brancaleone, Marina di Gioiosa Jonica, Bovalino, Bagnara e Rizziconi (Reggio Calabria), Nardodipace, Tropea e Nicotera (Vibo Valentia). La relazione del ministero dell’Interno illustra anche i segnali “spia” che configurano la permeabilità di un’amministrazione comunale alle infiltrazioni delle cosche: il disordine contabile e finanziario, l’assenza o l’inadeguatezza di regolamenti comunali, la mancanza di rigore e di controlli nell’affidamento dei lavori pubblici e negli appalti, la mancanza degli strumenti di pianificazione urbanistica, la mancanza di trasparenza e di comunicazione ai cittadini. Su alcuni di questi aspetti le commissioni straordinarie insediate in Calabria sono già intervenute. 

Nel report del Viminale si registra, ad esempio, il fatto che a Nardodipace (nel frattempo uscito dal commissariamento), si sono regolamentate svolte le materie delle sanzioni amministrative, patrocinio legale, servizio idrico, igiene ambientale, diritto di accesso civico, servizio economato e di cassa. Si segnala l’azione condotta dalla commissione straordinaria che, di fronte alla paventata soppressione del presidio medico nella frazione posta nella parte bassa del paese, è riuscita ad ottenerne il mantenimento unitamente all’attivazione da parte dell’Asp di Vibo Valentia di un centro ematologico per due giorni a settimana.

La commissione straordinaria del Comune di Tropea, mediante l’incremento delle sanzioni amministrative derivanti dalla violazione del codice della strada, è riuscita ad assumere otto vigili urbani a tempo determinato per far fronte alle esigenze di incremento del servizio polizia municipale nel periodo estivo. 

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