Spaccio di droga a Vibo e Piscopio: chieste cinque condanne

Uno degli imputati è il figlio della presidente della sezione penale del Tribunale Lucia Monaco. In precedenza la Cassazione ha respinto un’istanza dei difensori per la rimessione del processo ad altra sede

Uno degli imputati è il figlio della presidente della sezione penale del Tribunale Lucia Monaco. In precedenza la Cassazione ha respinto un’istanza dei difensori per la rimessione del processo ad altra sede

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Cinque richieste di condanna in abbreviato ed una richiesta di rinvio a giudizio avendo scelto l’imputato il rito abbreviato. Questo l’esito dell’udienza dinanzi al gup del Tribunale di Vibo Valentia, Giulio De Gregorio, per gli imputati del procedimento penale nato dall’inchiesta della Squadra Mobile denominata “Giovani in erba”. Il pm Benedetta Callea (in foto) ha chiesto la condanna a 3 anni di reclusione a testa (più 1.200 euro di multa) nei confronti dei fratelli Giovanni Zuliani, 22 anni, Michele Zuliani, 20 anni, e Antonio Zuliani, di 26 anni, tutti di Piscopio e tutti agli arresti domiciliari per tale procedimento. La condanna a 3 anni di carcere e 1.200 euro di multa è stata poi chiesta per Nicola Doria, 31 anni, di Piscopio, sottoposto all’obbligo di dimora. Infine la richiesta di condanna a 2 anni ed 8 mesi di reclusione, più 400 euro di multa, il pm ha chiesto nei confronti di Francesco Morano, 21 anni, di Vibo Valentia, attualmente sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le richieste di pena sono già scontate di un terzo per via della scelta degli imputati di essere giudicati con il rito alternativo e, quindi, allo stato degli atti. Ha invece optato per il rito ordinario Arcangelo D’Angelo, 28 anni, di Piscopio, attualmente sottoposto all’obbligo di dimora. Nei suoi confronti il pm ha chiesto il rinvio a giudizio. Il procedimento è rimasto di competenza del gup del Tribunale di Vibo Valentia in quanto nell’aprile scorso la Cassazione ha ritenuto “inammissibile” l’istanza per la rimessione del processo ad altra sede presentata a gennaio dall’avvocato Francesco Gambardella che l’aveva motivata con il fatto che il suo assistito (Francesco Morano) è il figlio della presidente della sezione penale del Tribunale di Vibo, Lucia Monica Monaco. Detenzione ai fini di spaccio, cessione, offerta in vendita, procacciamento ad altri e consegna di sostanza stupefacente le accuse mosse, a vario titolo, agli imputati. L’inchiesta ha aperto uno spaccato inquietante sullo spaccio di marijuana nella città di Vibo Valentia, con il pm Claudia Colucci e la Squadra Mobile che hanno meticolosamente curato un’indagine partita a seguito dell’incendio – il 28 giugno 2016 – di una pizzeria e che ha finito per portare gli inquirenti a far luce su una rete di spaccio messa in piedi da un gruppo di giovani Piscopisani “dediti attivamente e diffusamente allo smercio di stupefacenti, prevalentemente marijuana, in particolare verso acquirenti (giovani e studenti) di Vibo-città sui cui il gruppo di Piscopio intende ancor più consolidarsi mediante l’allocazione di pedine all’interno o gravitanti intorno alle scuole, in particolare al Liceo Classico Morelli di Vibo”. Da sottolineare che il 27 marzo scorso Antonio Zuliani è stato arrestato dalla polizia (e si trova per questo in carcere) anche con l’accusa (pm Concettina Iannazzo) di essere stato uno degli esecutori materiali dell’omicidio del 45enne Francesco Fiorillo, ucciso il 15 dicembre 2015 a Longobardi. I tre fratelli Zuliani sono inoltre cugini di Rosario Battaglia e Rosario Fiorillo, ritenuti ai vertici del clan dei Piscopisani e di recente condannati all’ergastolo per l’omicidio del boss di Stefanaconi Fortunato Patania. Prossima udienza il 5 luglio per gli interventi dei difensori. Gli avvocati Francesco Muzzopappa e Domenico Anania assistono Giovanni e Michele Zuliani; il solo avvocato Muzzopappa difende Antonio Zuliani; Nicola Doria è difeso dall’avvocato Giovanni Vecchio, mentre Francesco Morano è assistito dagli avvocati Francesco Gambardella (che ha già iniziato oggi la sua discussione) e Francesca Rita Giovinazzo. Arcangelo D’Angelo è difeso dall’avvocato Marco Talarico. 

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