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Ribadite le critiche alla scelta dell’amministrazione comunale di tenere chiusa la provinciale 23 dirottando il traffico su una “mulattiera” ancora più pericolosa

Cronaca

“Siamo seriamente preoccupati di cosa succederà fino al completamento dei lavori che prima o poi dovranno pur cominciare. Nessuno ha azzardato previsioni certe sulla durata dei lavori di messa in sicurezza della SP n. 23 e questo è già un fatto molto esplicativo. Quattro mesi sono passati solo per trasformare un impegno della Regione Calabria in un atto ufficiale; è da aprile che si parla di cabina di regia, ma le riprese di questo kolossal non sono neppure iniziate”. Questo l’incipit di Giovanni Capua del comitato “Strada del Mare” che da tempo chiede la riapertura e la messa in sicurezza della strada provinciale chiusa dal 7 novembre dello scorso anno a causa della caduta di un masso da un costone. Una situazione a dir poco vergognosa che mette ancora una volta a nudo tutti i limiti di una classe politica che prima ha sperperato milioni per la costruzione dell’opera pubblica più costosa in provincia di Vibo (tanto che è dovuta intervenire la Procura di Vibo) e poi l’ha lasciata incompleta con lavori eseguiti malissimo. “Come comitato Strada del Mare  abbiamo sempre diviso gli interventi a breve termine da quelli a lungo periodo e se gli ultimi si stanno delineando, coi primi siamo a zero. Nonostante il prefetto di Vibo, Giuseppe Gualtieri, abbia avvallato la possibilità di apertura con ordinanza provinciale o sindacale, nessuno ha inteso prendersi questa responsabilità. Nel consiglio comunale di martedì si è tirata fuori la storia che la Protezione civile ha stabilito la pericolosità dell’arteria. Complimenti - afferma Capua (in foto) - bastava alzare lo sguardo la scorsa estate dopo gli incendi per come scrissi io stesso il 23 agosto 2017. Il sindaco ha anche esordito, sia in Consiglio che in Tv, affermando che se un esperto gli porterà una relazione tecnica positiva, lui aprirà subito la strada, quasi come se le relazioni le portasse la cicogna e non debbano dallo stesso sindaco essere commissionate. La vera questione è la consapevolezza che nessuno mai firmerà una perizia tecnica che va in direzione opposta a quella della Protezione civile regionale. L’affermazione del sindaco - continua Capua - è un parafulmine, perché nonostante durante l’intervento in consiglio comunale il sindaco abbia affermato di conoscere bene gli articoli 50 e 54 del Tuel”, vincola poi l’apertura a motivi tecnici e non a fattori contingibili e urgenti per i quali è esclusivamente competente”. Aggiunge Capua per meglio spiegare la questione: “Seppure Tansi avesse sostenuto che la strada è percorribile senza pericoli, il sindaco di Joppolo per questa sola motivazione non avrebbe mai potuto ordinare l’apertura, proprio perché non rientra nei suoi poteri”. Ed ecco quindi la proposta del comitato “Strada del Mare. “Premesso che è incontestabile la presenza di pericoli, sulla Sp 23 si verifica una frana ogni cinque anni, ovvero un 20% annuo di probabilità di incidenti secondo un approccio deterministico. Bisogna precisare che nessuno dei terremoti di quest’ultimo mese ha causato cadute di materiale dal versante a monte, stesso discorso pure per le piogge abbondanti che hanno tra l’altro rinvigorito di molto la vegetazione”. Giovanni Capua ed il Comitato Strada del Mare passano perciò a valutare complessivamente tutti i rischi a cui si sottopongono residenti, lavoratori e turisti, chiudendo la strada provinciale numero 23 per spostare tutto il traffico veicolare costiero sulla strada provinciale numero 25 ovvero sulla “mulattiera” che si inerpica sul costone. “Il percorso secondario è oggettivamente angusto e pericoloso - ricorda il comitato - difatti non sono presenti parapetti, la segnaletica verticale è insufficiente e non esiste quella orizzontale. Si allungano così i tempi di percorso per: 118 (Joppolo ora si raggiunge da Nicotera); la scorsa settimana un’ambulanza ha impiegato un’ora per raggiungere Joppolo. Ci sono gravi rischi costanti e oggettivi per la salute e non occorre citare l’art. 32 della Costituzione; forze dell’ordine e su questo basta riflettere sui recenti omicidi di Limbadi, con la Compagnia dei carabinieri di Tropea che deve raggiungere i territori, oltre Coccorino, celermente; c’è una sola volante e visti i tempi di percorrenza del tratto sopraelevato, Coccorino rimane di fatto isolato; i vigili del fuoco non potranno estinguere gli eventuali incendi della pineta costiera e saranno costretti a percorrere con i loro mezzi pesanti anche la strada provinciale numero 25; ogni giorno, poi, i bambini dovranno attraversare con lo scuolabus quel percorso secondario tanto odiato. Se malauguratamente scoppiasse un incendio sotto la strada provinciale numero 25 intensamente trafficata, cosa accadrebbe? Come farebbero le automobili a fare inversione? Ci sono mille modi per dimostrare che la pezza è peggiore del buco - aggiunge Giovanni Capua - e che tutti questi rischi non sono comparabili al venir giù di una pietra ogni cinque anni. Per tutti questi motivi, a causa dell’elevato traffico estivo sulla strada provinciale numero 25 - da cui la contingibilità ed urgenza - si può e si deve superare la questione tecnica della Strada provinciale numero 23, perché quando si parla di sicurezza e ordine pubblico, il sindaco è la massima autorità sul territorio, il rischio zero non esiste su queste strade, bisogna scegliere appunto quello minore”. Dall’ordinanza di apertura della strada provinciale numero 23 “ne trarrebbero beneficio tutti i commercianti e, una volta creato il precedente, sarà replicabile anche le prossime estati. Ci sono problemi sociali in questo comune - ricorda il comitato - e se non si assumono questi provvedimenti ora, le poche attività commerciali falliranno in breve tempo e il contesto si degraderà inevitabilmente. Tutto ciò non deve avvenire”. Come requisiti sostanziali dell’ordinanza il comitato “Strada del Mare” propone: "la temporaneità dell’apertura (estiva); il collegamento al bollettino meteo della Protezione civile (allerta meteo = si chiude il passaggio); la predisposizione di segnali di pericolo caduta massi ambo i lati con indicazione del percorso alternativo per chi non volesse avventurarsi (la sp25 sarebbe in tal modo decongestionata); la vigilanza con l’eventuale prescrizione di orari. Tutti questi elementi sono di per sé sufficienti a mitigare il rischio per le persone. Smettiamola - aggiunge Capua - di nasconderci dietro a un dito. A dimostrazione di quanto crediamo alla fattibilità della nostra proposta, davanti ai consiglieri comunali Ambrogio Scaramozzino e Vittorio Vecchio e al vice presidente del consiglio comunale Giovanni Preiti, abbiamo azzardato durante la manifestazione di domenica scorsa la nostra disponibilità a firmare tale ordinanza. A Joppolo, difatti, mancava il vice sindaco dalle dimissioni di Caterina Mangialardo, avvenute oltre due mesi fa. Hanno avuto così paura - conclude Giovanni Capua - che il giorno seguente la nostra proposta il sindaco Carmelo Mazza ha attribuito all’assessore Dino Sterza anche le funzioni di vice sindaco. I commenti - conlcude Giovanni Capua - li lasciamo ai lettori”.                                                                                                                                       Sulla vicenda interviene infine anche l’ex vice-sindaco di Joppolo, Guido Ventrice, per il quale “la legittima proposta di un consigliere comunale di dare impulso politico all’azione del sindaco, affinché emanasse un’ordinanza per regolamentare e riaprire alla circolazione veicolare la strada provinciale 23, è stata bloccata, senza portarla scandalosamente a votazione, dall’atteggiamento del presidente del consiglio comunale e dal sindaco. La proposta di deliberazione non era improntata all’emanazione di un’ordinanza che resta, così come vuole la legge, prerogativa del sindaco, ma intendeva recepire la volontà politica di ogni singolo consigliere in ordine alla possibilità di riaprire o meno la strada provinciale numero 23, dopo le necessarie verifiche tecniche del caso. L’atteggiamento posto in essere nella seduta consiliare di martedì ha palesemente manifestato la mancanza di volontà da parte del sindaco e della sua maggioranza ad esprimersi persino rispetto ad una proposta di deliberazione, prediligendo di scansare le responsabilità di cui un’amministrazione dovrebbe farsi carico e preferendo invece il solito chiacchiericcio filosofico scevro di qualsivoglia azione concreta. Si preferisce prendere in giro la popolazione con le solite passerelle e con le solite promesse”.

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