Ordinanze del Comune contro La Rada a Vibo Marina, il Tar sospende tutti gli atti

In attesa della trattazione nel merito del ricorso, i giudici accolgono la richiesta di sospensiva avanzata dalla società che gestisce uno stabilimento balneare con bar e ristorante

In attesa della trattazione nel merito del ricorso, i giudici accolgono la richiesta di sospensiva avanzata dalla società che gestisce uno stabilimento balneare con bar e ristorante

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E’ stata concessa dalla prima sezione del Tar di Catanzaro l’invocata sospensiva chiesta dalla società La Rada s.r.l., in persona del suo amministratore unico Francesco Cascasi, avverso diversi atti del Comune di Vibo Valentia. In particolare contro una diffida del Comune, un verbale di sopralluogo effettuato dalla polizia municipale, diretta dal comandante Filippo Nesci, e contro diverse note dello stesso Comune. Con tali atti, il Comune contesta alla Rada (struttura balneare con annesso ristorante e bar) la realizzazione di alcune presunte opere abusive e la modifica di destinazione d’uso dell’immobile. Da qui l’ordinanza di demolizione e il ritiro della licenza per la somministrazione di alimenti e bevande con atti firmati dai dirigenti Michele Fratino ed Adriana Teti. Per i giudici amministrativi – che hanno accolto l’istanza cautelare de La Rada srl, difesa dall’avvocato Alessio Colistra – è “evidente che nelle more della definizione del giudizio di merito, essendo in corso la stagione estiva nell’ambito della quale viene esercitata l’attività della concessionaria, sussiste un pregiudizio”. Da qui la sospensione di tutti gli atti emessi dal Comune di Vibo contro La Rada sino alla trattazione nel merito del ricorso la cui discussione è stata fissata per l’udienza del 27 marzo del prossimo anno. Da un primo esame sommario, proprio della fase cautelare, secondo il Tar i ricorsi – presentati dalla società La Rada e dalla Gramaca srl (pure questa difesa dall’avvocato Alessio Colistra, contro il Comune di Vibo, il Ministero delle Infrastrutture, la Capitaneria di Porto e per quanto riguarda la sola Gramaca anche contro la Prefettura, la Questura ed il comando provinciale dei carabinieri – potrebbero “in ipotesi – scrivono i giudici – presentare profili di fondatezza” e da qui l’accoglimento della richiesta di sospensiva. Tuttavia, fa notare il Tar, a causa della “pluralità e specificità dei motivi del ricorso”, solo l’approfondimento del giudizio di merito in un’apposita udienza potrà chiarire tutti gli aspetti della vicenda. Il Comune di Vibo si è affidato per la difesa in giudizio all’avvocato Maristella Paolì, mentre Ministero, Prefettura, Capitaneria e Questura sono difesi dall’Avvocatura dello Stato. 

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