Il retroscena | Il caso “La rada” tiene ancora banco e gli assessori bacchettano il dirigente

Mattinata movimentata al Comune di Vibo per l’aspro confronto che, nel corso di una riunione a porte chiuse, ha messo faccia-faccia i delegati a Commercio e Urbanistica, Francesco Pascale e Katia Franzè, e il comandante dei vigili Filippo Nesci 

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Mattinata movimentata al Comune di Vibo per l’aspro confronto che, nel corso di una riunione a porte chiuse, ha messo faccia-faccia i delegati a Commercio e Urbanistica, Francesco Pascale e Katia Franzè, e il comandante dei vigili Filippo Nesci 

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Chi era presente nei corridoi e negli uffici al primo piano di Palazzo Luigi Razza riferisce di un clima incandescente. Ad alzare la temperatura non è stata però solo la calura estiva bensì un’accesa discussione verificatasi questa mattina nel corso di una riunione di Giunta. Talmente accesa che le urla dei protagonisti dell’alterco verbale sarebbero arrivate fino al piano terra, suscitando allarme e curiosità tra il personale del Comune di Vibo e gli utenti presenti nei locali del Municipio. Quindi, di voce in voce, tra conferme e tentativi di minimizzare, i soliti bene informati sono risaliti al motivo di tanto contendere. A tenere banco nel corso della riunione a porte chiuse dell’esecutivo guidato dal sindaco Elio Costa sarebbe stato ancora il caso che riguarda il noto ristorante e lido balneare “La rada” di Vibo Marina, all’origine, come si ricorderà, del contenzioso ingaggiato tra l’imprenditore Francesco Cascasi e l’Ente comunale. Comune che aveva intimato al gestore la demolizione di un manufatto considerato privo di autorizzazione salvo poi vedersi trascinare davanti ad un giudice dallo stesso esercente, che intende far valere fino in fondo le sue ragioni. La vicenda è tornata al centro della discussione alla presenza del comandante della Polizia municipale Filippo Nesci, allorquando al dirigente comunale sono state ribadite, da parte degli assessori al Commercio e alle Attività produttive Francesco Pascale e all’Urbanistica Katia Franzè, quelle che sono le prerogative degli uffici e dei quadri comunali, ben diverse, gli sarebbe stato detto, da quelle dell’organo politico che tra le altre cose ha, come arcinoto, funzioni d’indirizzo nei confronti dell’apparato burocratico. Va da sé che i toni si siano ben presto alzati oltremisura, che siano volate parole grosse, che ci sia voluto tutta il savoir-faire dei presenti e il sangue freddo dei contendenti per ricomporre la situazione. Per chi era all’esterno, l’impressione netta è che nella sala giunta più che una riunione dell’esecutivo si stesse svolgendo una vera e propria rissa …in questo caso, per fortuna, solo verbale. Niente di nuovo sotto il sole di luglio, si dirà. La solita trama di una burocrazia comunale “debordante” che spesso travalica il suo ruolo invadendo il campo della politica… e la politica che, per una volta, prova a mettere i puntini al loro posto e a ridare ordine a ruoli, competenze e prerogative, cercando di riprendere in mano il timone di una nave sballottata dalle onde… (prosegue sotto la pubblicità) 

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P.s.: In relazione a quanto riportato, l’assessore Katia Franzè precisa, per ciò che attiene il suo contributo alla discussione, come la stessa si sia articolata sul piano generale, non concentrandosi sul caso specifico de “La rada”, e come ancora abbia riguardato non il solo dirigente Filippo Nesci ma tutto l’apparato burocratico comunale al quale, ha confermato, sono state ribadite con decisione le proprie prerogative rigettando, infine, con altrettanta decisione, il termine “bacchettano”. Anche il sindaco Elio Costa ha tenuto a precisare che «non vi è stata alcuna presa di posizione in relazione all’operato del dirigente Nesci» ammettendo che « tutta la discussione ha riguardato una serie di problemi che attengono in generale alla città e non a persone in particolare».       

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