Strada del Mare chiusa: tavolo tecnico istituzionale fissato in Prefettura

Mercoledì il punto sui progetti per arrivare in tempi rapidi alla riapertura dei cantieri. Saranno presenti rappresentati di Regione, Provincia di Vibo e Protezione civile oltre al sindaco di Joppolo

Mercoledì il punto sui progetti per arrivare in tempi rapidi alla riapertura dei cantieri. Saranno presenti rappresentati di Regione, Provincia di Vibo e Protezione civile oltre al sindaco di Joppolo

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E’ stato convocato per mercoledì prossimo alle ore 12.00 dal prefetto di Vibo Valentia, Giuseppe Gualtieri, il tavolo tecnico istituzionale allargato per meglio definire tutti i progetti e le opere da portare avanti per arrivare alla riapertura della strada provinciale numero 23, meglio nota come “Strada del Mare”, chiusa nel tratto Joppolo-Coccorino dal 7 novembre scorso a causa della caduta di un enorme masso dal costone. Parteciperanno alla riunione i tecnici della Regione Calabria (Dipartimento “Lavori pubblici”), Carlo Tansi, responsabile della Protezione civile regionale, i tecnici della Provincia di Vibo Valentia ed il sindaco di Joppolo, Carmelo Mazza. La Regione Calabria ha assunto la guida della progettazione e della fase esecutiva dei lavori sostituendosi alla Provincia di Vibo che, in quasi dieci mesi dalla chiusura della strada, ha prodotto solo una relazione del geologo incaricato, Giuseppe Scalamandrè. La via che è stata scelta dalla Regione e che verrà portata avanti attraverso appositi progetti è quella proposta di Carlo Tansi, responsabile della Protezione civile regionale, cioè quella di disancorare dal terreno e dal costone tutti i massi a rischio caduta per poi installare delle reti paramassi ancorando al suolo quelli di maggiori dimensioni. I lavori dovrebbero durare circa sette mesi. Una soluzione suggerita da molti già all’indomani della chiusura della strada ma per la quale ben dieci mesi non sono bastati sinora per partire con i lavori. Accantonate, quindi, le altre ipotesi progettuali, compresa quella di riprendere i lavori della galleria per scavare la quale, a suo tempo, era stata usata persino la dinamite che ha provocato danni e crolli all’intero costone. Un “modus lavorandi”, quello portato avanti all’epoca dalla Provincia di Vibo duramente stigmatizzato anche dalle perizie presenti nell’inchiesta sulla “Strada del Mare” avviata dalla Procura e che vede imputate quattro persone: Antonino Scidà, 51 anni, direttore tecnico delle imprese di Restuccia; Giacomo Consoli, 65 anni, di Vibo Valentia, ex dirigente dell’ufficio Lavori Pubblici della Provincia di Vibo Valentia; Antonio Francolino, 52 anni, funzionario della Provincia e responsabile unico del procedimento per la costruzione della “Strada del Mare”; Francesco Giuseppe Teti, 65 anni, di Filogaso, ex funzionario della Provincia di Vibo Valentia. Una quinto indagato, l’imprenditore di Rombiolo Vincenzo Restuccia, è nel frattempo deceduto. Truffa aggravata e falso ideologico i reati a vario titolo contestati.  Per quanto riguarda le risorse finanziarie per riprendere i lavori sulla “Strada del Mare” ed arrivare alla sua riapertura, verranno recuperati 13 milioni di euro dall’Accordo di programma quadro con la Regione risalente al 2006. Nel frattempo, l’auspicio è che la Provincia di Vibo Valentia si faccia almeno carico della messa in sicurezza della strada provinciale numero 25 sulla quale è stato deviato il traffico al fine di aggirare l’ostacolo della chiusura della “Strada del mare” fra Joppolo e Coccorino. Tale arteria stradale (una ex mulattiera) è stata in parte ripulita dalle canne che invadevano la carreggiata solo dopo alcuni nostri servizi. Resta da completare l’opera di pulitura, ma soprattutto dovrà essere riasfaltata quasi in toto ed allargata ove possibile per offrire un minimo di sicurezza a chi vi è costretto a transitare.   LEGGI ANCHE:Strada del Mare chiusa: monumento all’incapacità politica e gestionale

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