La presidenza del Tribunale di Vibo e l’incompatibilità ambientale archiviata per il giudice Nicola Filardo

Il Csm chiude la procedura del trasferimento d’ufficio a seguito della domanda in prevenzione per altra sede. Ecco le contestazioni ed i motivi alla base della decisione. Dai contrasti con il giudice Lucia Monaco sino alla decisione del plenum

Il Csm chiude la procedura del trasferimento d’ufficio a seguito della domanda in prevenzione per altra sede. Ecco le contestazioni ed i motivi alla base della decisione. Dai contrasti con il giudice Lucia Monaco sino alla decisione del plenum

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Potranno pervenire entro il 20 novembre prossimo le domande dei magistrati per gli incarichi direttivi in diversi uffici giudiziari. Fra i posti direttivi per i quali è richiesta la III valutazione di professionalità vi è anche la “poltrona” di presidente del Tribunale di Vibo Valentia, vacante dal 25 luglio scorso quando il presidente Alberto Nicola Filardo ha ottenuto dal Consiglio Superiore della Magistratura il trasferimento, a sua domanda, alla Corte d’Appello di Catanzaro con le funzioni di consigliere. Al dottor Filardo, entrato in magistratura il 31 luglio 1986, sono stati attribuiti 24 punti per anzianità, e, pertanto, è risultato vincitore del concorso virtuale per il posto di consigliere della Corte di Appello di Catanzaro, atteso che nell’ultimo concorso espletato (pubblicazione del 25 gennaio 2018) il magistrato risultato vincitore con il minor punteggio aveva riportato un punteggio di 16 punti. E’ stato lo stesso presidente del Tribunale di Vibo Valentia, Alberto Nicola Filardo, con nota pervenuta al Csm il 18 aprile scorso, a chiedere di essere trasferito, in via preventiva, alla Corte d’Appello di Catanzaro con funzioni di consigliere o, in subordine, al Tribunale di Catanzaro con funzione di giudice della sezione Lavoro. Il tutto al fine di rimuovere l’eventuale situazione di incompatibilità ambientale e funzionale ex art. 2 R.D.L. 31 maggio 1946 n. 511, di cui alla procedura pendente dinanzi alla Prima Commissione del Csm che il 19 aprile scorso ha espresso parere favorevole al trasferimento preventivo alla Corte d’Appello di Catanzaro con funzioni di consigliere. Ma perché la prima Commissione del Consiglio Superiore della Magistratura (quella chiamata a decidere sulle incompatibilità dei giudici) aveva deciso di aprire la procedura del trasferimento d’ufficio del dott. Nicola Alberto Filardo dal Tribunale di Vibo Valentia? Il Vibonese.it è in grado di svelare tutti i passaggi. E’ stato il Consiglio Giudiziario della Corte d’Appello di Catanzaro a segnalare al Csm il 7 dicembre 2017 “la grave criticità di rapporti – si legge negli atti del Csm – tra la dott.ssa Lucia Monica Monaco, Presidente della sezione penale del Tribunale di Vibo Valentia, ed il dott. Alberto Nicola Filardo, Presidente dello stesso Tribunale”. A seguito di ciò, quindi, la Prima Commissione del Csm nella seduta del 9 aprile scorso aveva deciso di aprire la procedura del trasferimento d’ufficio per il presidente Nicola Filardo per incompatibilità a svolgere le proprie funzioni giudiziarie nel palazzo di giustizia di Vibo Valentia.                                                                                                                                               “A fondamento di tale decisione si sono posti gli elementi documentali in atti – si legge nella delibera del Csm – e gli esiti di numerose audizioni effettuate dalla Prima Commissione nel corso di una missione compiuta presso gli uffici giudiziari di Vibo Valentia. Più in dettaglio, nella delibera della Prima Commissione sono stati indicati, come elementi meritevoli di attenzione e di approfondimento: la grave criticità di rapporti con il presidente di sezione dott.ssa Lucia Monica Monaco; la decisone di esonerare in maniera significativa i magistrati professionali dalla trattazione di ruoli monocratici; la decisione di trattare tutte le udienze penali nella sede di Corso Umberto I invece che nella sede di via Lacquari, dove abitualmente si trattano i processi per criminalità organizzata, decisione criticata dal procuratore generale, dal presidente della Corte e dal procuratore distrettuale di Catanzaro; le difficoltà di gestione del processo “Black money”, anche per le ripercussioni sulle udienze penali monocratiche dei giudici componenti il collegio”. Aperto il procedimento ex art. 2, nella seduta del 23 aprile scorso si è quindi proceduto all’audizione del dott. Filardo, il quale ha in sintesi dedotto che: l’impiego dei giudici onorari nei processi monocratici penali ha costituito “una supplenza saltuaria”, resasi necessaria per le scoperture d’organico; la sede di via Lacquari è “assolutamente priva di qualsiasi impianto di sorveglianza, priva di vigilanza interna ed esterna, priva di uscite di sicurezza e in un edificio ancora in costruzione”; tale grave situazione della sede di via Lacquari era stata più volte dal presidente Filardo segnalata, anche per iscritto; “la sede di Corso Umberto, che poi non è stata utilizzata, è una sede perfettamente idonea anche a gestire i processi DDA”; i rapporti con il presidente di sezione penale sono stati improntati “alla correttezza fino all’ottobre del 2017, quando al figlio della dott.ssa Monaco è stata applicata – si legge ancora nella delibera del Csm – una misura cautelare personale per reati in materia di stupefacenti”.                                                                                                                           Nel corso dell’audizione, il dott. Filardo aveva poi preannunciato di aver proposto domanda di trasferimento in prevenzione per la Corte d’appello di Catanzaro e per il Tribunale di Catanzaro e su entrambe le domande la Prima Commissione ha reso parere favorevole in data 19 e 24 aprile 2018. La Terza Commissione del Csm ha così formulato domanda di trasferimento per la Corte d’appello di Catanzaro, indicata come prima sede dal dott. Filardo. Di conseguenza, nella seduta del 25 luglio 2018, l’Assemblea plenaria del Consiglio Superiore della Magistratura ha deliberato il trasferimento dell’interessato alla Corte d’appello di Catanzaro, con funzioni di consigliere. Ha trovato così applicazione il disposto di cui all’art. 42, 3 comma, del regolamento interno del Consiglio laddove dispone che “la procedura di trasferimento d’ufficio non può comunque essere avviata o proseguita quando, a seguito di trasferimento a domanda ad altra sede o ad altro ufficio, la Commissione ha accertato che sono venute meno le ragioni di incompatibilità, nonché in ogni caso in cui la situazione di incompatibilità è stata creata allo scopo di provocare il trasferimento d’ufficio”. I profili di criticità emersi nel corso del procedimento dovranno quindi “essere oggetto delle autonome valutazioni dell’autorità disciplinare, che ne risulta già informata”. Da qui l’archiviazione da parte del Csm della pratica non potendo la procedura di trasferimento d’ufficio essere proseguita risultando il magistrato Alberto Nicola Filardo già trasferito, a sua domanda, alla Corte d’Appello di Catanzaro ed essendosi pertanto accertato il venir meno delle ragioni di incompatibilità”. Nelle scorse settimane era invece arrivato il trasferimento d’ufficio del Csm per incompatibilità ambientale per il giudice Lucia Monaco.  LEGGI QUI: Incompatibilità ambientale a Vibo: il Csm trasferisce d’ufficio il giudice Lucia Monaco

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