Cassazione conferma confisca immobili a Ricadi ad imprenditori vibonesi

I coniugi erano finiti al centro di un’operazione della Dda di Reggio Calabria

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La sesta sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato la confisca decisa dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria (sezione “Misure di Prevenzione”) della quota indivisa di 15/450 degli immobili siti nel comune Ricadi, località Fortino di Santa Maria, e di un immobile di pregio sito in località Fortino di Santa Maria di Ricadi. E’ stato così dichiarato inammissibile il ricorso presentato da Giovanna Julio, 60 anni, di Vibo Valentia, moglie di Ettore Tassi, 59 anni, di Mileto, che avrebbe avuto la piena disponibilità degli immobili formalmente intestati alla moglie. Per la Cassazione, “rimane presupposto ineludibile di applicazione della misura di prevenzione patrimoniale la pericolosità del soggetto proposto al momento dell’acquisto del bene da confiscare. La pericolosità si trasferisce alla res per via della sua illecita acquisizione da parte di un soggetto socialmente pericoloso”. Il giudice di merito ha quindi ritenuto Ettore Tassi “socialmente pericoloso all’epoca degli acquisti dei beni sequestrati e tanto basta ai fini dell’astratta applicabilità, nei sui confronti, della confisca dì prevenzione”. Per la Cassazione è poi da ritenersi corretta la sproporzione tra i beni acquisiti e i redditi leciti dichiarati dal nucleo familiare nel quinquennio di riconoscimento della pericolosità sociale di Tassi con la conseguente applicazione della misura della sorveglianza speciale. Durante il suddetto periodo, Tassi – scrivono i giudici – non aveva dichiarato redditi, risultando fiscalmente a carico della moglie Julio Giovanna, la quale era stata l’unica a presentare certificazioni di reddito, comunque insufficienti al sostentamento del nucleo familiare composto – fino al 2011 – da cinque persone”. La Suprema Corte ricorda quindi che “Ettore Tassi aveva gravitato nell’ambito della cosca di ‘ndrangheta dei Molè di Gioia Tauro, commettendo reati di concorso esterno in associazione mafiosa, rapina tentata, detenzione di armi”, riportando una condanna a 4 anni e 6 mesi. Inoltre, la villa di località Fortino a Santa Maria di Ricadi era stata già oggetto di sequestro e confisca per quanto con dati catastali non corretti, e tale immobile per quanto appartenente alla ricorrente Julio Giovanna era nella disponibilità del di lei marito”. Quanto infine alla quota di proprietà pari a 41/450 sulle ulteriori diciannove unità immobiliari site a Santa Maria di Ricadi, essa era stata acquistata dalla ricorrente Giovanna Iulio da un fallimento “e di fatto riferibile al marito”. La Corte territoriale ha “ragionevolmente sostenuto che gli investimenti effettuati per ristrutturare la villa e quelli per acquistare la quota del fallimento dovevano ritenersi del tutto sproporzionati – scrive la Cassazione – rispetto alle capacità economiche e finanziarie lecite del nucleo familiare Tassi-Julio”.   LEGGI ANCHE: Villaggi turistici a Ricadi e interdittive antimafia: il Tar rigetta le sospensive

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