Operazione “Kerkent”, il capo ultras della Juve che si riforniva di droga nel Vibonese – Video

Il 42enne Andrea Puntorno è una delle figure chiave dell’operazione che ha portato in carcere 32 persone tra la Sicilia e la Calabria. Intratteneva rapporti d’affari con il gruppo di Peppone Accorinti di Zungri 

Il 42enne Andrea Puntorno è una delle figure chiave dell’operazione che ha portato in carcere 32 persone tra la Sicilia e la Calabria. Intratteneva rapporti d’affari con il gruppo di Peppone Accorinti di Zungri 

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Una figura di primo piano, in grado di trattare con la ‘ndrangheta e di interloquire facilmente e con autorevolezza con lo spietato boss di Agrigento, Antonio Massimino. Viene descritto così, nell’ordinanza dell’operazione della Dia, Andrea Puntorno, il capo ultrà della Juve per il quale il gip di Palermo ha disposto la custodia cautelare in carcere. Al capomafia è peraltro legato da parentela: La sorella di Puntorno è coniugata con Savatore Massimino, fratello del reggente. “Proprio grazie al contributo di Puntorno – si legge nell’ordinanza – Massimino ha potuto ‘mettersi’ con ‘i calabresi’, ossia instaurare con questi ultimi una stabile relazione delittuosa per l’approvvigionamento di sostanze stupefacenti“, in particolare con il gruppo capeggiato da Giuseppe Antonio Accorinti, alias “Peppone”, di Zungri. “L’agrigentino Puntorno” viene definito “soggetto di grande interesse investigativo in quanto destinatario nel tempo di diverse misure cautelari per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, anche di livello transnazionale, pregiudicato per reati contro il patrimonio, rissa, lesioni personali, porto abusivo di anni ed altro, e già sorvegliato speciale”. Il 31 gennaio 2016, “a seguito di incarico conferito da Puntorno e da Massimino”, due corrieri “si sono recati in Calabria per concludere acquisti di cocaina“. In questa indagine gli viene contestato il traffico di droga e secondo i magistrati non ha fatto parte dell’associazione mafiosa guidata da Massimino, ma ha dato “un contributo concreto” al suo rafforzamento, favorendo i contatti con la ‘ndrangheta. Il suo ruolo però è decisivo ed è emerso per la prima volta il 9 ottobre 2015 grazie a una conversazione intercettata a bordo di una vettura nella quale una persona affermava che il leader dei ‘Bravi ragazzi‘, “con i suoi agganci si può permettere di prendere qualsiasi cosa (sostanza stupefacente, ndr), con il pagamento posticipato. Veniva descritto come “grosso”, cioè come persona in possesso di “appoggi importanti“.

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