martedì,Ottobre 19 2021

Petrol Mafie: chiesti 61 rinvii a giudizio. In 10 optano per l’abbreviato

Otto invece le richieste di patteggiamento. Rischiano il processo anche il presidente della Provincia di Vibo, dipendenti provinciali, ex consiglieri comunali, imprenditori, boss dei clan Mancuso, Fiarè e dei Piscopisani. Ammesse le costituzioni di parte civile

Petrol Mafie: chiesti 61 rinvii a giudizio. In 10 optano per l’abbreviato
Pasquale Gallone

Dieci richieste di processo con  rito abbreviato, otto richieste di patteggiamento e 61 richieste di rinvio a giudizio. Questo l’esito dell’udienza preliminare di “Petrol Mafie” (nota anche come operazione Dedalo o Rinascita Scott 2) dinanzi al gup distrettuale Marco Ferrante. Hanno chiesto il processo con rito abbreviato (che comporta uno sconto di pena in caso di condanna) i seguenti imputati: Pasquale Gallone (cl.’60) di Nicotera, Gerardo Caparrotta (cl.’68) di Sant’Onofrio, Vincenzo Zera Falduto (cl.’88) di Reggio Calabria, Giocchino Falsaperla (cl.’65) di Catania, Marco Lione (cl.’73) di Napoli, Giuseppe Mercadante (cl.’79) di Casal di Principe (Ce), Antonio Ricci (cl.’60) di Montecorvino Pugliano (Sa), Alessandro Primo Tirendi (cl.’82) di Milano; Armando Carvelli (cl.’86) di Crotone, Giovanni Carvelli (cl.’84) di Petilia Policastro. L’udienza per loro è stata aggiornata al prossimo 13 dicembre.

Hanno invece preannunciato il patteggiamento della pena: Alberto Agosta di Catania; Enrico Agosta di Catania; Gennaro Basile di Napoli; Ciro Sodano di San Giorgio a Cremano; Luigi Borriello di Torre del Greco; Raffaele Celotto di Napoli; Francesco Rugeri di Motta Sant’Anastasia; Antonino Signorello di Belpasso. [Continua in basso]

Il gup ha poi ammesso le costituzioni di parte civili della Presidenza del Consiglio dei ministri, del Ministero dell’Interno, dell’Agenzia delle dogane, dell’Agenzia delle Entrate, della Regione Calabria, dell’Associazione antiracket e antiusura (avvocato Giovanna Fronte), della Provincia di Vibo Valentia (avvocato Maria Rosa Pisani), dei Comuni di Vibo Valentia (avvocato Maria Antonietta La Monica), Sant’Onofrio (avvocato Maria Antonietta La Monica) e Limbadi (avvocato Giulio Ceravolo), della Cooperporo.

Giuseppe D’Amico

Queste invece le 61 richieste di rinvio a giudizio formulate dal pm della Dda di Catanzaro Andrea Mancuso:  Enrica Costa, 1993, Catania; Roberto Aguì, 1971, Bovalino; Nicola Amato, 1975, Catania; Francescantonio Anello, 1989, Filadelfia; Benedetto Avvinto, 1974, Cercola (Na); Giuseppe Barbieri, 1973, di Sant’Onofrio (detenuto per Rinascita Scott); Gennaro Basile, 1983, Napoli; Anna Bertozzi, 1958, Roma; Anna Buonfante, 1991, Napoli; Vincenzo Campajola, 1965, Napoli; Antonio Angelo Isaia Capria, 1964, Nicotera (dipendente della Provincia di Vibo); Alberto Coppola, 1977, Napoli; Carmine Coppola, 1998, Napoli; Roberta Coppola, 1998, Torre del Greco; Felice D’Agostino, 1982, Bari; Angela D’Amico, 1967, Vibo Valentia (frazione Piscopio); Antonio D’Amico, 1964, di Piscopio; Domenica D’Amico, 1960, Vibo Valentia; Giuseppe D’Amico, 1972, Piscopio; Francesco D’Angelo, 1946, alias Ciccio Ammaculata, Piscopio; Gaetano Del Vecchio, 1962, Tropea (dirigente della Provincia di Vibo); Virginia Di Cesare, 1993, Roma; Biagio Esposito, 1984, Napoli; Giuseppe Fasulo, 1962, Taranto; Filippo Fiarè, 1957, San Gregorio d’Ippona; Sebastiano Foti, 1976, Catania; Antonio Francolino, 1965, Vibo (dirigente della Provincia di Vibo); Salvino Frazzetto, 1959, Catania; Gregorio Giofrè, 1963, San Gregorio D’Ippona; [Continua in basso]

Luigi Mancuso

Salvatore Giorgio, 1974, Catanzaro; Gennaro Gravino, 1976, Napoli; Giasone Italiano, 1969, Delianuova; Salvatore La Rizza, 1980, Vibo MarinaCesare Nicola Limardo, 1993,  residente a Limbadi (in qualità di titolare della D.I. Lcn Petroli ubicata a Filandari); Paolo Lipari, 1977, di Stefanaconi; Francesco Mancuso, 1957, alias “Tabacco”, di Limbadi; Luigi Mancuso, 1954, di Limbadi; Silvana Mancuso, 1969, di Limbadi; Nazzareno Matina, 1971, di Stefanaconi; Giulio Mitidieri, 1952, Marsicovetere (Pz); Francesco Monteleone, 1985, di Vibo Valentia ma residente a Milano; Luciano Morabito, 1958, Africo; Irina Paduret, 1986, Moldavia; Zhelev Petyo Petkov, 1978, Bulgaria; Fabio Pirro, 1978, Napoli; Francesco Saverio Porretta, 1974, Milano; Antonio Prenesti, 1966,  di Nicotera; Daniele Prestanicola, 1982, di Maierato; Rosamaria Pugliese, 1975, di Maierato;

Salvatore Solano

Rocco Raccosta, 1955, Oppido Mamertina; Domenico Rigillo, 1972, San Vito sullo Ionio; Orazio Romeo, 1969, Catania; Giuseppe Ruccella, 1981, di Filogaso; Fortunato Salamò, 1966, Vibo Valentia; Rosario Cristian Santoro, 1995, Palermo; Emanuela Scevola, 1981, Napoli; Damiano Sciuto, 1989, Catania; Salvatore Solano, 1979, sindaco di Stefanaconi e presidente della Provincia di Vibo Valentia; Francescantonio Tedesco, 1968, di Vibo Valentia (in carcere per l’inchiesta Imponimento, ex consigliere comunale di Vibo); Giuseppe Terranova, 1963, Messina; Domenico Roberto Tirendi, 1986, Napoli; Ernesto Tortora, 1975, Napoli; Roberto Trovato, 1987, Catania; Angelo Ucchino, 1983, Modena; Salvatore Ucchino, 1978, Taormina; Gennaro Visese, 1977, Napoli. [Continua in basso]

Franco Tedesco

Il gup distrettuale ha quindi dichiarato la nullità dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di Carmelo Fabretti (cl. ’80) di Catania, Sebastiano Lo Torto (cl.’70) di Nicotera, e Lucia Nurcato (cl.’71) di Napoli. Le loro posizioni sono state stralciate e gli atti restituiti all’ufficio di Procura che dovrà rinotificare per loro l’avviso di conclusione indagini.
Il giudice si è invece riservato sulle eccezioni di nullità della richiesta di rinvio a giudizio per quanto concerne le posizioni di: Rosa D’Amico, 55 anni, di Piscopio, Gabriele La Barbera (cl. ’87) di Palermo, Antonino Signorello (cl. ’68) di Catania.

La lunga attività investigativa ha fatto emergere gravi indizi a carico di persone ritenute vicine alla mafia che, grazie alla collaborazione di imprenditori titolari e gestori di attività economiche ubicate in Sicilia, operanti nel medesimo settore, avrebbero costituito, organizzato e diretto un’associazione per delinquere, con base a Vibo Valentia, finalizzata alla evasione dell’Iva e delle accise su prodotti petroliferi. 

Francesco Mancuso

Ma l’inchiesta mira a far luce, fra l’altro, sui condizionamenti sull’ente Provincia di Vibo Valentia, dalle elezioni agli appalti, tanto che fra le richieste di rinvio a giudizio (per i reati di corruzione e turbata libertà degli incanti) c’è anche il presidente della Provincia di Vibo Salvatore Solano (che è pure sindaco di Stefanaconi) nei cui confronti la Dda ha ieri in aula rinnovato la richiesta di processo unitamente a tre dipendenti della Provincia: Antonio Francolino, Isaia Angelo Capria e Gaetano Del Vecchio (tutti indagati per turbata libertà degli incanti).

Fra le richieste di rinvio a giudizio, anche quelle nei confronti dei boss Luigi Mancuso e Francesco Mancuso (detto “Tabacco”) di Limbadi, Francescantonio Anello di Filadelfia, Giuseppe e Antonio D’Amico (primi cugini del presidente della Provincia Salvatore Solano) di Piscopio, Filippo Fiarè e Gregorio Giofrè di San Gregorio d’Ippona, l’ex consigliere comunale di Vibo Franco Tedesco (detenuto per l’operazione “Imponimento”) e numerosi altri vibonesi. 

Nel collegio di difesa figurano gli avvocati: Daniela Garisto, Giuseppe Di Renzo, Antonio Porcelli, Giovanni Vecchio, Guido Contestabile, Sergio Rotundo, Nicola Cantafora, Stefano Luciano, Vincenzo Belvedere, Armando Veneto, Salvatore Staiano, Vincenzo Cicino, Vincenzo Ioppoli, Luigi Latino, Eugenio Minniti, Wanda Bitonte, Giuseppe Torchia, Salvatore Sorbilli, Tiziano Saporito, Alessandro Parisi, Alessandro Diddi, Vincenzo Gennaro, Mario Murone, Antonio Ingroia, Marco Tullio Martino, Salvatore De Bonadies, Giuseppe Monteleone, Ornella Valenti, Francesco Giuseppe Finocchiaro, Marco Esposito, Gianfranco Giunta, Francesco Sabatino, Francesco Carioti.

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