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Il 49enne ha vissuto gli ultimi anni a letto, tra topi ed escrementi. A nulla è valso l’interessamento del Comune di Tropea che ha cercato di restituirgli un minimo di dignità

L'abitazione di Pasquale
Cronaca

La storia che stiamo per raccontare è un tunnel oscuro in fondo a cui si giunge nauseati e affranti. La storia di un invisibile, un ultimo, un dimenticato, a cui è stata negata la vita, e in cui tutti i soggetti coinvolti sono stati sconfitti. Perché quando ci si dimentica di chi chiede aiuto, vuol dire che il sistema imbarca acqua, ha una falla enorme che porterà al collasso. Pasquale vive a Tropea, condivide la casa con il fratello e la cognata, lavora, ha una vita normale. Un giorno, però, si spegne la luce, il cuore fa i capricci e i medici sono categorici: niente più sforzi, riposo assoluto. Una condizione che lo porta a consumarsi lentamente. Pasquale passa le giornate nella sua stanza di dieci metri quadri, ogni tanto si affaccia, scruta la strada, saluta la gente, ma la vita gli passa davanti tutta uguale. Arriva perfino al punto, vittima di un raptus, di appiccare un incendio nell’appartamento, forse per cancellare una volta per tutte quel luogo di sofferenza. Scatta un tso, viene ricoverato per qualche giorno, poi i medici decidono che può tornare a casa. Ma la discesa è ormai intrapresa, il baratro è a un passo. Pasquale non si alza più, trascorre mesi a letto, non è in grado neppure di raggiungere il bagno, tanto da utilizzare un secchio per i bisogni. Gli vengono certificati una grave depressione psicotica, una cardiopatia ischemica, obesità, edema agli arti inferiori, artrosi. Di questa condizione oltre i limiti dell’umano si interessa Annunziata Pensabene, consigliere comunale con delega ai Servizi sociali, che, non appena nominata, prende a cuore Pasquale e il suo enorme bagaglio: «La prima volta in cui sono entrata in casa sono rimasta scioccata, non era possibile vedere un uomo di 49 anni in quelle condizioni, tra topi ed escrementi. Mi sono attivata subito per cercare di assicurargli assistenza ma più andavo avanti e più trovavo porte chiuse e muri altissimi. Non sapevo cosa fare per salvare quest’uomo che implorava aiuto con il solo sguardo. Ho fatto ripulire l’appartamento, ho cercato di restituirgli un minimo di dignità». Passano mesi, Pensabene fa visita quotidianamente a Pasquale, il quale nel frattempo ottiene un’agognata invalidità. Ma il 14 marzo arriva l’epilogo: un arresto cardiaco lo stronca mentre è nel suo letto, lì dove ha passato gli ultimi anni di vita, nella sua gabbia fatta di muri stonacati e immagini sacre. La morte improvvisa tocca l’animo dei tropeani, i quali si attivano subito per consentire un funerale dignitoso: parte una gara di solidarietà che si conclude con un risultato straordinario, 1400 euro in pochi giorni. Il cuore di Tropea pulsa. Peccato che il gesto rappresenti solo una piccola sfera di luce in un panorama cupo e sbiadito, dove indifferenza e disagio si mescolano in un caleidoscopio in bianco e nero.

Lacnews24.it
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