Narcotraffico: arresti domiciliari per Vincenzo Mazzeo di Mileto

Lascia il carcere dopo il fermo di indiziato di delitto nell’ambito dell’operazione “Malapianta” della Dda di Catanzaro

Lascia il carcere dopo il fermo di indiziato di delitto nell’ambito dell’operazione “Malapianta” della Dda di Catanzaro

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Non è stato convalidato dal gip del Tribunale di Vibo Valentia Pia Sordetti – per mancanza di gravità indiziaria in relazione ad un episodio di cessione di sostanze stupefacenti – il fermo di indiziato di delitto vergato dalla Dda di Catanzaro nei confronti di Vincenzo Antonio Mazzeo, 75 anni, di Mileto, arrestato nell’ambito dell’operazione antimafia denominata “Malapianta” che ha in particolare colpito il clan Mannolo di San Leonardo di Cutro. Il giudice, pur non convalidando l’arresto, ha però emesso un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di Vincenzo Mazzeo che ha così lasciato il carcere. Il gip ha poi rimesso gli atti alla Dda di Catanzaro per competenza territoriale e funzionale affinchè la stessa Procura distrettuale reiteri entro venti giorni la richiesta di una nuova ordinanza al competente gip distrettuale. Vincenzo Mazzeo – difeso dall’avvocato Giuseppe Bagnato – è accusato di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico, oltre che di singole cessioni di considerevoli quantitativi di cocaina ai Mannolo. 

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Secondo la ricostruzione operata dalle analisi di polizia giudiziaria, Mazzeo occuperebbe una posizione gerarchica di assoluto rilievo nell’organigramma strutturale vibonese i cui componenti devono ancora essere compiutamente identificati ma che ruotano intorno a “famiglie” legate a Mazzeo già colpite dall’operazione “Stammer”. Mazzeo nell’organigramma dell’organizzazione con sede a Mileto avrebbe assunto un ruolo direttivo e decisionale, certamente condiviso con altri sodali, ancora da identificare. La funzione operativa di Vincenzo Mazzeo, secondo gli inquirenti, è “comprovata da incontrovertibili risultanze intercettive che hanno permesso di qualificarne la condotta e contestualizzarla nelle relazioni intessute con i Mannolo”. In particolare, Vincenzo Mazzeo avrebbe gestito i rapporti creditori/debitori intercorrenti tra le due organizzazioni criminali generati dagli approvvigionamenti di sostanza stupefacente (cocaina), prendendo materialmente somme di denaro consegnate da Mario Mannolo di San Leonardo di Cutro. 

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