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Francesco Gasparro ritenuto responsabile anche del porto e della detenzione illegale di una pistola

Cronaca

Tre anni di reclusione per la sparatoria del 6 marzo dello scorso anno a San Gregorio d’Ippona. Questo il verdetto del Tribunale collegiale di Vibo Valentia nei confronti di Francesco Gasparro, 47 anni, già noto alle forze dell'ordine, individuato all’epoca dai carabinieri mentre era alla guida del suo trattore e ancora in possesso di una pistola a tamburo clandestina calibro 357 magnum con 12 colpi. 

Secondo l’ipotesi accusatoria, Gasparro avrebbe tentato un’estorsione (richiesta di 50mila euro) al genero di una donna ed al suo rifiuto avrebbe reagito aprendo il fuoco in via Scesa di San Nicola, vicino la Stazione dei carabinieri e la chiesa, contro l’abitazione di Lina Greco, rimasta ferita. Da qui anche l’accusa di lesioni personali per Gasparro, difeso dall’avvocato Giuseppe Di Renzo. L’imputato è stato anche condannato al pagamento dei danni nei confronti delle parti civili, Angelo Polistena e Lina Greco, assistite dall’avvocato Diego Brancia. Il pm Ciro Luca Lotoro aveva chiesto per Gasparro 4 anni di carcere per il porto illegale della pistola e la ricettazione dell’arma, mentre per la tentata estorsione e le lesioni aveva chiesto l’assoluzione. Il Tribunale ha deciso per l’assoluzione riguardo l’accusa di lesioni personali, condannando invece per le altre imputazioni. In accoglimento delle argomentazioni dell'avvocato Giuseppe Di Renzo, i giudici hanno inoltre sostituito per Francesco Gasparro la misura del carcere con quella degli arresti domiciliari.

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Lacnews24.it
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