Esplosione a Stromboli, ecco le prime testimonianze a Tropea: «Panico totale sull’isola» – Video

Il racconto del comandante di una delle navi sbarcate nello scalo vibonese e di alcuni turisti riusciti in fretta e furia a mettersi in salvo

Il racconto del comandante di una delle navi sbarcate nello scalo vibonese e di alcuni turisti riusciti in fretta e furia a mettersi in salvo

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«C’erano fiamme ovunque, la gente si gettava a mare presa dal panico…». È drammatico il racconto di Franco Zungri (in foto), al comando di una delle motonavi che fanno la spola tra Tropea e le isole Eolie. Stava portando un gruppo di turisti verso l’isola di Stromboli, quando a un miglio dal porto ha visto il vulcano eruttare. «A bordo c’erano 250 persone – racconta – quando all’improvviso abbiamo visto l’enorme fungo dell’esplosione. Quando siamo arrivati all’attracco di San Vincenzo c’era la fine del mondo. Gente che si buttava in mare, gente che cercava di salire sulla prima barca che gli capitava. La capitaneria mi ha detto di restare a disposizione per aiutare l’evacuazione dell’isola. Ne ho presi ed imbarcati più che potevo ed abbiamo fatto rotta verso il porto di Tropea».

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Le prime persone sbarcate a Tropea parlano poi di una «situazione indescrivibile a Stromboli, con un fortissimo boato capace di provocare la rottura dei vetri di diverse abitazioni e locali, con l’isola che sembrava sprofondare. Il panico totale, con persone che fuggivano in direzione delle navi per mettersi in salvo. Tutti cercavano di prendere la prima barca che capitava. Un’esperienza che non auguriamo a nessuno». Di panico totale parla anche Elisabetta Raffaele, di Vibo Valentia, partita domenica con marito e figli alla volta dell’isola di Vulcano. Quindi tappa a Lipari e anche lei nel pomeriggio si trovava a Stromboli, arrivata con una motonave della società Comerci. «Abbiamo avuto giusto il tempo di scendere dalla nave per andare in spiaggia a fare il bagno quando, una volta in acqua, ho visto l’esplosione, tanto fumo e poi dei lapilli che venivano giù. Ho subito dopo avvertito un forte boato seguito da un movimento d’aria, tanto che mio marito è quasi caduto trovandosi di spalle rispetto alla bocca del vulcano. Tutto è successo in pochi minuti – spiega Elisabetta Raffaele – , con tante persone intente a scappare, mio figlio compreso, tutti incamminati verso la nave. La gente sembrava impazzita, il sole si è improvvisamente oscurato e sembrava fosse già arrivata la sera, visto che il fumo ha subito oscurato tutto. Ho sentito distintamente le esplosioni che sembravano degli spari l’uno dietro l’altro. Il personale della nave, in ogni caso, è stato molto attento e professionale. Ha aspettato che tutte le persone sbarcate facessero ritorno prima di salpare nuovamente verso il porto di Tropea e da qui, una volta scesa la maggiorparte dei passeggeri, dirigersi verso quello di Vibo Marina dove sono scesa insieme alla mia famiglia. Credo di aver vissuto il peggiore degli incubi – conclude Elisabetta Raffaele – e per fortuna siamo tutti rientrati sani e salvi». Il bilancio dell’eruzione a Stromboli è comunque di un morto e di un ferito. Cinque le imbarcazioni rientrate nel porto di Tropea da dove erano partite in mattinata con ritorno programmato per le ore 23. La persona deceduta è un escursionista di Milazzo, mentre un altro è rimasto ferito sul versante dello Stromboli in eruzione, a Punta Corvi. I turisti sbarcati a Tropea sono stati accolti dalla polizia e dalla gurdia costiera per essere momentaneamente dirottati verso alcuni alberghi della zona al fine di passare la notte. Oltre mille le persone sbarcate nel porto di Tropea.

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