Narcotraffico: inchiesta “Ossessione”, due ordinanze annullate con rinvio

Decisione della Cassazione che rimanda gli atti al Tribunale del Riesame di Catanzaro in accoglimento dei ricorsi dei difensori

Decisione della Cassazione che rimanda gli atti al Tribunale del Riesame di Catanzaro in accoglimento dei ricorsi dei difensori

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La sesta sezione penale della Cassazione ha accolto il ricorso discusso dall’avvocato Giovanni Vecchio nell’interesse di Elisabeta Kotja, 40 anni, albanese, indagata nell’ambito dell’operazione denominata “Ossessione” contro il narcotraffico internazionale e coordinata dalla Dda di Catanzaro. L’ipotesi accusatoria riguarda le vicende che ruotano intorno al tentativo di importazione dal Marocco di tremila chili di hashish, l’importazione e il sequestro di 429 chili di hashish provenienti dal Marocco via Spagna ed il sequestro di un chilo di cocaina.  Elisabeta Kotja, fidanzata con Salvatore Costantino di Nicotera (indicato come uno dei vertici della presunta associazione), è stata prima raggiunta dal fermo emesso dalla Dda di Catanzaro e cautelata in carcere. In seguito al rinnovo della misura da parte del gip distrettuale Catanzaro, in accoglimento parziale della domanda di riesame, il Tribunale di Catanzaro ha applicato la misura degli arresti domiciliari. Tale ordinanza è stata oggetto di annullamento da parte del collegio di legittimità, che ha ordinato un nuovo giudizio dinanzi al Tribunale del Riesame di Catanzaro.

Sempre la Cassazione sulle esigenze cautelari ha poi annullato con rinvio per un nuovo esame da parte del Tribunale del Riesame, la posizione di Francesco Mancuso, 30 anni, residente a Nicotera in contrada Torre Preitoni (nessuna parentela con l’omonimo clan della ‘ndrangheta), che sarebbe stato – secondo l’accusa – un corriere della droga per conto di Giuseppe Costantino. In questo caso, la Suprema Corte ha accolto il ricorso degli avvocati Guido Contestabile e Giuseppe Spinelli. La decisione del Riesame di confermare l’ordinanza di custodia cautelare in carcere era arrivata nel marzo scorso. Secondo l’accusa, Francesco Mancuso avrebbe fatto parte di un’associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico ed avrebbe preso parte ad un tentativo di importazione di cocaina in Italia. Già il gip del Tribunale di Vibo, Giulio De Gregorio, all’atto della convalida del fermo della Dda nell’operazione “Ossessione” per quanto riguarda Francesco Mancuso (in foto) aveva ritenuto gli elementi forniti dal pm “assolutamente insufficienti per integrare una gravità indiziaria in ordine ad un tentativo di importazione di un ingente quantitativo di stupefacente dall’estero”. Sussisteva, invece, per il giudice la gravità indiziaria in relazione ad una cessione di stupefacenti che sarebbe avvenuta a Cutro. L’intera vicenda dovrà ora ripassare ad un nuovo vaglio da parte del Tribunale del Riesame.

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