Caos rifiuti a Briatico, il sindacato replica: «Più costi? Necessario un buon servizio»

Gli operatori part-time avevano chiesto l’aumento del monte ore per il servizio di raccolta. Dal Comune era tuttavia giunta risposta negativa

Gli operatori part-time avevano chiesto l’aumento del monte ore per il servizio di raccolta. Dal Comune era tuttavia giunta risposta negativa

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Il Comune di Briatico
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Nuovo capitolo del botta e risposta tra il sindacato Slai Cobas e il tecnico sovraordinato al Comune di Briatico Angelo Liggeri. Fulcro delle polemiche, la richiesta dell’aumento del monte-ore per i lavoratori part-time impegnati nella raccolta differenziata. Ad oggi, infatti, il servizio nella città del mare e nelle sue frazioni, sta subendo rallentamenti. Così, nei giorni passati, il responsabile provinciale Nazzareno Piperno, aveva evidenziato l’orario insufficiente per espletare le attività nella cittadina costiera che, in estate, arriva a moltiplicare le sue presenze. Ma dal Comune era giunto un secco “No”: «Il tecnico- sostiene lo Slai Cobas in un documento inviato alla stampa – evidentemente non è perfettamente a conoscenza dei meccanismi di lavoro e contrattuali del settore oltre che disconoscere le peculiarità del territorio». E non solo: «A parte la stranezza che tale risposta, negativa ovviamente, provenga da un rappresentante dell’amministrazione invece che dall’azienda cui competeva se non altro in prima battuta la risposta, gli argomenti esplicitati dal tecnico – ribadisce – ben poco hanno a che fare con la problematica in questione».

Secondo la sigla sindacale, le modalità di contratto degli operatori assunti con normale part-time non possono essere variate: «In ogni caso eventuali modifiche della distribuzione oraria non starebbe  a significare che i lavoratori dovrebbero fare sei ore, e quindi tempo pieno nei mesi estivi e zero ore nei mesi invernali». In più non vi sarebbe nessuna clausola in tal senso nei contratti «visto che si spinge ad affermare come di tale circostanza i lavoratori sarebbero a conoscenza sin dall’apposizione della firma – visto che in tali contratti al massimo si prevede la possibilità di lavoro supplementare fino al raggiungimento del tempo pieno e non certo un part-time “stagionale” (a seconda che sia inverno o estate)». Tutt’al più nelle singole posizioni contrattuali «c’è scritto a chiare lettere il numero di ore settimanali che i lavoratori devono svolgere, per tutto l’anno».

Dure parole da parte del sindacato che si dice disponibile ad un eventuale confronto: «Il tecnico ha chiaramente dimostrato di non cogliere il cuore del problema che non è solo l’aumento della popolazione in estate, ma è quello dell’avvio della raccolta differenziata porta a porta. Perché – illustra – se prima la raccolta si limitava al lavoro degli autocompattatori che svuotavano i cassonetti, ora si deve raggiungere le singole abitazioni per raccogliere i rifiuti». Il tempo necessario, a giudizio del sindacato, si sarebbe triplicato se non quadruplicato. E in merito alla crescita delle spese per l’utenza afferma: «Crediamo che il vero problema sia un eventuale aumento ingiustificato. Laddove invece un aumento dei costi – per più ore lavorate che vada a migliorare un servizio oggi largamente insufficiente, a vantaggio della collettività – dovrebbe considerarsi come una auspicabile opportunità», conclude.      

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