giovedì,Ottobre 6 2022

Processo Rinascita Scott: la figura dell’imprenditore Angelo Restuccia e i rapporti con il clan Mancuso

Il comandante del Ros di Catanzaro ha svelato l’interessamento di Luigi Mancuso per inserire l’impresa di Filandari nei lavori del nuovo ospedale di Vibo e di un villaggio fra Ricadi e Tropea. Il rapporto con il ras dell’abbigliamento Annunziata, gli incontri a Limbadi, l’estorsione pagata a Mantella e il ruolo del dentista Fiarè

Processo Rinascita Scott: la figura dell’imprenditore Angelo Restuccia e i rapporti con il clan Mancuso
Nel riquadro il collaboratore Andrea Mantella
Angelo Restuccia

Udienza dedicata alla figura dell’imprenditore Angelo Restuccia, 84 anni, di Filandari, quella odierna del maxiprocesso Rinascita Scott in corso nell’aula bunker di Lamezia Terme dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia. Ad illustrare le risultanze investigative, il colonnello Giovanni Migliavacca che guida il Ros di Catanzaro. “L’impresa di Angelo Restuccia – ha riferito il teste rispondendo alle domande del pm della Dda Annamaria Frustaci – dall’operazione Conchiglia della Dda di Reggio Calabria era emersa quale ditta che si era imposta per realizzare un prefabbricato nonostante avesse presentato un preventivo superiore alla concorrente”. Vicende già oggetto di investigazione da parte della magistratura reggina che nel marzo del 2020 hanno eseguito una confisca milionaria nei confronti dei beni dell’imprenditore Angelo Restuccia, finito anche nell’operazione denominata “Bucefalo”. In tale contesto era emerso come l’assegnazione dei lavori per la realizzazione del “Parco Commerciale Annunziata” di Gioia Tauro fosse prerogativa esclusiva della cosca Piromalli, tanto da rappresentare uno dei motivi scatenanti la storica rottura dei rapporti con il clan Molè. E proprio i rapporti fra Angelo Restuccia e l’imprenditore dell’abbigliamento Alfonso Annunziata sono stati anche questi al centro dell’esame del colonnello Giovanni Migliavacca. [Continua in basso]

Gli incontri a Limbadi e l’ospedale di Vibo

Il progetto del nuovo ospedale di Vibo Valentia

In particolare, dalle investigazioni confluite nell’operazione Rinascita Scott è emerso un primo incontro con Luigi Mancuso, che si sarebbe tenuto nella frazione Caroni di Limbadi. E qui le “sorprese”. E’ Angelo Restuccia, intercettato a parlare con la propria moglie, a svelare che nel corso di tale incontro avvenuto il 21 dicembre 2013, dopo aver chiamato in disparte Luigi Mancuso e avergli consegnato qualcosa, quest’ultimo gli aveva comunicato di avere in serbo una sorpresa per lui, cioè per l’imprenditore Angelo Restuccia: “la costruzione di una parte del nuovo ospedale di Vibo Valentia”. Luigi Mancuso avrebbe quindi voluto inserire l’impresa di Angelo Restuccia nei lavori per la realizzazione del nuovo ospedale di Vibo.

Per gli investigatori del Ros è significativo che Luigi Mancuso abbia parlato della costruzione del nuovo ospedale di Vibo Valentia pochi giorni dopo l’aggiudicazione della gara d’appalto, quando cioè era conosciuto il vincitore, benchè le risultanze siano state pubblicate circa due mesi dopo tale conversazione intercettata”.

Luigi Mancuso

Sempre da un dialogo del 21 dicembre 2013  sarebbe poi emerso che Angelo Restuccia avrebbe rivelato alla moglie di aver accompagnato “Alfonso Annunziata ad un incontro avvenuto a Caroni di Limbadi a casa – ha spiegato il teste Migliavacca nel corso dell’esame – di Goffredo Cannizzaro, quest’ultimo in contatto con Giuseppe Mancuso del ’90 e con Silvana Mancuso”. In tale incontro si sarebbe parlato anche dei lavori che dovevano essere eseguiti “nel villaggio Baia di Riaci di Vincenzo Renda, iniziati nel 2013 e terminati nel 2017”. Il villaggio fra Ricadi e Tropea – secondo le risultanze investigative del Ros – nel dicembre 2012 era stato acquistato dall’impresa “Genco Carmela” (madre di Vincenzo Renda) che l’aveva ottenuto dalla “Tropea srl” all’epoca in liquidazione e con soci tedeschi. “In tale contesto – ha riferito il colonnello Migliavacca – è emerso che Luigi Mancuso aveva manifestato la volontà che i lavori al villaggio Baia di Riaci venissero eseguiti da Angelo Restuccia. Ed effettivamente Vincenzo Renda si è poi avvalso dell’imprenditore Angelo Restuccia per tutti i lavori al Baia di Riaci”.
Da ricordare che l’imprenditore ed avvocato Vincenzo Renda da Rinascita Scott è stato assolto al termine del processo celebrato con rito abbreviato. Nei suoi confronti la Dda di Catanzaro aveva chiesto 10 anni e 10 mesi. Lo stesso Renda è stato invece condannato il 19 gennaio scorso nel processo Imponimento (sempre con rito abbreviato) alla pena di 4 anni e 10 mesi. Alfonso Annunziata non è imputato in Rinascita Scott. [Continua in basso]

L’estorsione all’Annunziata di Vibo e l’inserimento del gruppo Mantella

Alfonso Annunziata

Il comandante del Ros di Catanzaro ha poi ricordato che il 18 maggio 2011 il centro commerciale Annunziata di Vibo aveva subìto un incendio con danni per 300mila euro. “Era stato il gruppo di Andrea Mantella ad incendiare parte dello stabilimento, in quanto voleva l’estorsione dall’imprenditore Alfonso Annunziata. Nel ruolo di mediatore si era quindi posto il dentista Francesco Fiarè, figlio di Filippo Fiarè”. Il resto della storia è stata raccontata dallo stesso Andrea Mantella nel corso della sua deposizione nel maxiprocesso nell’aprile dello scorso anno.

Le dichiarazioni di Mantella

Andrea Mantella

Lo sbancamento per realizzare l’Annunziata – aveva spiegato Mantella – venne fatto dall’imprenditore Angelo Restuccia. Per questi lavori è stato Michele Palumbo, uomo di Pantaleone Mancuso, Scarpuni, a portarmi ventimila euro per lasciare in pace Angelo Restuccia. Alla fine ci accordammo così: il commerciante Annunziata mi pagava la mazzetta due volte l’anno. I soldi venivano portati da uno dei Piromalli di Gioia Tauro nello studio dentistico di Francesco Fiarè” di San Gregorio d’Ippona, figlio di Filippo Fiarè. Al fine di gestire al meglio l’estorsione nei confronti di Annunziata, Francesco Fiarè – secondo Mantella – avrebbe coinvolto nell’affare anche il proprio zio Gregorio Giofrè, detto Nasone, anche lui di San Gregorio d’Ippona e fra gli imputati del processo Rinascita Scott. soldi per l’estorsione da Annunziata – ha svelato il collaboratore – li hanno materialmente presi Francesco Scrugli, Salvatore Morelli e mio cugino Salvatore Mantella. Un’altra tranche dei soldi è andata a Gregorio Giofrè. Dentro l’Annunziata abbiamo fatto assumere anche una commessa. Scrugli, inoltre, era solito recarsi all’Annunziata e prendere tanti vestiti senza mai pagare, compresi i vestiti da mandare ai carcerati”.

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