domenica,Dicembre 4 2022

Deputati pentastellati contro la Nesci: «Sfrutta il suo ruolo per finalità elettorali»

Atto di accusa da parte dei parlamentari del Movimento 5 Stelle Giuseppe Auddino, Massimo Misiti, Anna Laura Orrico e Riccardo Tucci contro la segretaria di Stato (anche se mai nominata) in vista delle elezioni del prossimo 25 settembre

Deputati pentastellati contro la Nesci: «Sfrutta il suo ruolo per finalità elettorali»
Giuseppe Auddino, Massimo Misiti, Anna Laura Orrico e Riccardo Tucci
Dalila Nesci

«Un corretto comportamento nel confronto elettorale da parte di tutti i candidati dovrebbe costituire innanzitutto un dovere etico. Risulta, invece, che in Calabria ci sia qualche candidato alle politiche che sfrutta il suo ruolo di componente dell’attuale Governo per finalità elettorali». Chiaro e limpido l’atto di accusa da parte di quattro parlamentari calabresi uscenti del Movimento 5 Stelle Giuseppe Auddino, Massimo Misiti, Anna Laura Orrico e Riccardo Tucci. Sul banco degli imputati (anche se mai nominata) ci finisce Dalila Nesci, ex pentastellata, sottosegretario per il Sud, unico esponente in Calabria del Governo uscente e candidata nella lista di Di Maio, Impegno Civico.

A parere degli interessati, dunque, quest’ultima trasformerebbe «ogni incontro istituzionale in una situazione utile per costruire un consenso tra gli elettori. Risulta, inoltre, e ciò è molto grave, che gli slogan elettorali vertano spesso su tematiche inerenti a bandi e gare di competenza del ministero al quale il candidato appartiene. Ebbene, si chiede espressamente di tenere comportamenti corretti e di rispettare gli obblighi indicati dalle leggi che sovrintendono lo svolgimento della campagna elettorale. Peraltro – si fa notare – la legge 22 febbraio 2000, numero 28 all’articolo 9 in tema di comunicazione istituzionale delle pubbliche amministrazioni stabilisce che “dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni”». [Continua in basso]

L’obiettivo – aggiungono sempre i rappresentanti pentastellati – «è quello di evitare che l’attività di comunicazione istituzionale delle pubbliche amministrazioni si intrecci con l’attività di propaganda elettorale e che gli eletti uscenti possano utilizzare una posizione di vantaggio istituzionale, derivante dal loro attuale incarico, anche nel rispetto del principio, dettato dall’articolo 97 della Costituzione, dell’imparzialità dell’azione dei pubblici uffici. Ecco perché dovrebbe essere un dovere etico per i soggetti che ricoprono cariche pubbliche, se candidati alle elezioni, non utilizzare la propria posizione per avvantaggiare la propria parte politica e – questa la conclusione di Auddino, Misiti, Orrico e Tucci – di svolgere l’attività di propaganda elettorale unicamente al di fuori dell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali».

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