Truffa all’Inps, in 21 denunciati a Vibo Valentia

La Guardia di finanza individua un sistema fraudolento di Isee a persone decedute. Intascate somme ancora da quantificare.

La Guardia di finanza individua un sistema fraudolento di Isee a persone decedute. Intascate somme ancora da quantificare.

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La Guardia di finanza di Vibo Valentia ha scoperto, nell’ambito di un’operazione denominata “Morte apparente”, una truffa all’Inps messa in atto, secondo l’accusa, da cinque Centri di assistenza fiscale della provincia di Vibo Valentia. Grazie al meccanismo fraudolento che era stato organizzato, l’Inps ha erogato somme ai Caf per dichiarazioni sostitutive uniche predisposte falsamente a favore di persone decedute. I responsabili dei Caf avrebbero intascato così le somme corrisposte dall’Inps il cui importo è in fase di quantificazione.

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Le persone denunciate all’autorità giudiziaria sono cinque rappresentanti legali dei Caf che avrebbero messo in atto la truffa ed altre 16 coinvolte, a vario titolo, nel sistema fraudolento. L’accusa contestata alle persone denunciate è truffa aggravata. Le indagini della Guardia di finanza proseguono per verificare se nella truffa siano coinvolti altri Caf oltre a quelli già individuati.

Nel dettaglio, il meccanismo fraudolento consisteva nella trasmissione all’Inps di Dichiarazioni sostitutive sniche (DSU) falsamente predisposte nell’interesse di soggetti in realtà da tempo deceduti. Con la trasmissione di migliaia di tali dichiarazioni, unitamente alle relative attestazioni Isee (Indicatore Situazione Economica Equivalente) i cinque Caf, sulla base di una specifica convenzione stipulata con l’Ente previdenziale, hanno percepito indebitamente somme in via di completo accertamento ed esatta quantificazione.

Infatti, gli accertamenti delle Fiamme gialle vibonesi proseguono per verificare eventuali ulteriori episodi fraudolenti con il coinvolgimento di altri centri di assistenza fiscale. Allo stato delle indagini, come detto, sono state già denunciate all’Autorità giudiziaria cinque persone, nella loro qualità di rappresentanti legali dei citati Caf, per i reati di truffa aggravata e continuata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e ulteriori sedici soggetti a vario titolo coinvolti nel sistema fraudolento descritto, per il reato di concorso in truffa aggravata. E’ stata, inoltre, richiesta all’Autorità giudiziaria l’adozione della misura cautelare del sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente delle somme indebitamente percepite.

Tale servizio, svolto nell’ambito dei poteri conferiti al Corpo dal D.Lgs.68/2001, assume spiccata importanza, laddove vede le Fiamme Gialle vibonesi costantemente impegnate sul versante della difesa degli interessi erariali del Paese e della tutela della Spesa pubblica nazionale, settori in relazione ai quali il Corpo della Guardia di finanza svolge una costante azione di monitoraggio e di prevenzione.