Il Comune di Tropea sciolto per infiltrazioni mafiose

La decisione assunta oggi dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell’Interno Alfano. Stesso provvedimento per la siciliana Corleone

La decisione assunta oggi dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell’Interno Alfano. Stesso provvedimento per la siciliana Corleone

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Palazzo Sant'Anna, sede del Comune
Il Comune di Tropea

Su proposta del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, è stato sciolto per infiltrazioni mafiose il Comune di Tropea. 

È questo l’esito dell’odierno Consiglio dei ministri che unitamente al comune vibonese ha disposto lo scioglimento, sulla base delle stesse motivazioni, di quello siciliano di Corleone, in provincia di Palermo.

Recentemente la maggioranza tropeana, guidata dal sindaco Giuseppe Rodolico, aveva subito di fatto una crisi irreversibile con tre consiglieri che, insieme a quelli di opposizione, avevano espresso voto contrario rispetto all’approvazione dell’assestamento di bilancio, decretando il tracollo politico dell’esperienza amministrativa avviata nel 2014. La Prefettura di Vibo Valentia aveva tuttavia concesso una proroga di altri 20 giorni per l’approvazione del documento contabile. 

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Ora, a distanza di neppure 10 giorni, ecco il provvedimento governativo che mette la parola fine all’era Rodolico affidando la gestione del Comune della capitale calabrese del turismo ad una terna commissariale che verrà nominata nei prossimi giorni.

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Si attende la relazione della commissione di accesso agli atti, insediatasi nello scorso ottobre e rimasta al lavoro per i successivi sei mesi, per conoscere le motivazioni che hanno orientato la decisione assunta oggi dal Consiglio dei ministri.

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