La verità su Federica sfumata tra i rinvii

Il rischio è la prescrizione per uno dei procedimenti giudiziari, il terzo, scaturiti dall’indagine sulla morte della studentessa di Vibo Marina deceduta in seguito alle conseguenze di un intervento di appendicectomia durante il quale, in sala operatoria, ebbe luogo un black-out

Il rischio è la prescrizione per uno dei procedimenti giudiziari, il terzo, scaturiti dall’indagine sulla morte della studentessa di Vibo Marina deceduta in seguito alle conseguenze di un intervento di appendicectomia durante il quale, in sala operatoria, ebbe luogo un black-out

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L’appuntamento in aula è per il prossimo 27 marzo. Peccato che per quella data, la prescrizione avrà già annullato il percorso giudiziario fin qui compiuto nel terzo troncone del processo sulla morte di Federica Monteleone. Una verità nuovamente rimandata per i genitori della 16enne – Mary Sorrentino e Pino Monteleone – deceduta in seguito alle conseguenze di un black-out avvenuto nella sala operatoria dell’ospedale Jazzolino di Vibo Valentia durante un intervento di appendicectomia.

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Federica, allora 16enne, morì dopo essere rimasta una settimana in stato di coma, in un letto dell’ospedale Annunziata di Cosenza. La sua morte scosse l’opinione pubblica, contribuendo a portare a galla criticità del sistema sanitario fino ad allora ignorate . Ma sul perché di quell’assurda morte, i dubbi non sono ancora stati fugati. Tre i processi scaturiti dalla denuncia dei familiari di Federica, che da quel 20 gennaio 2007, non hanno mai smesso di chiedere giustizia. Nonostante i rinvii, i ritardi, i paradossi e le delusioni.

La storia del “Federica ter” racconta di una serie di rinvii, durante il quale la verità giudiziaria è andata diluendosi. Gli otto imputati, accusati dei reati di calunnia e falsa testimonianza, erano stati rinviati a giudizio nel 2012. L’udienza, davanti al Tribunale monocratico, ebbe luogo il 25 aprile 2014.In quell’occasione, però, la presidente, Lucia Monaco, aveva palesato la sua necessità di astenersi, essendo stata precedentemente giudice per indagini preliminari nella stessa inchiesta.

Il processo era stato dunque rinviato al 30 marzo 2015. In quella data, vista la presenza di un giudice onorario invece di un togato, si andò incontro a un nuovo rimando al 15 settembre 2015. Anche in quel caso il giudice si astenne. Rinvio quindi al 23 giugno 2016, e, in sede di trattazione del caso, nuova dilazione, al 23 marzo 2017. Quando i reati contestati, per tutti gli otto imputati, saranno caduti in prescrizione.