Finanziamenti a villaggio di Ricadi, stralcio per l’ex dirigente dell’anticorruzione della Regione

Il gup di Catanzaro ritrasmette gli atti alla Procura per Maria Gabriella Rizzo, indagata insieme all’imprenditrice vibonese Laura Miceli
Il gup di Catanzaro ritrasmette gli atti alla Procura per Maria Gabriella Rizzo, indagata insieme all’imprenditrice vibonese Laura Miceli
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Si ritorna all’avviso di conclusione delle indagini preliminari per l’ex responsabile dell’anti-corruzione della Regione Calabria Maria Gabriella Rizzo, di 58 anni, ora in servizio al Dipartimento Turismo, beni culturali e spettacolo, indagata insieme all’imprenditrice turistica di Ricadi Laura Miceli, 68 anni, per corruzione e falsità ideologica nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Catanzaro denominata “E’ dovere”. Il nuovo gup Paola Ciriaco – subentrata a Maria Teresa Guerrieri che a luglio si era astenuta per incompatibilità in quanto già investita della vicenda nella fase delle indagini – ha infatti accolto un’eccezione di nullità del decreto di fissazione dell’udienza preliminare, con la richiesta di rinvio a giudizio, sollevata dall’avvocato Francesco Gambardella (difensore di Maria Gabriella Rizzo), non essendo stato notificato alla sua assistita l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Il giudice, quindi, stralciata la posizione di Maria Gabriella Rizzo, ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura di Catanzaro per la nuova notifica all’indagata ed al suo difensore che permetterà alla Rizzo di presentare memorie difensive allo stesso pubblico ministero. La Procura dovrà a quel punto inoltrare al gup un’eventuale nuova richiesta di rinvio a giudizio e la sua posizione potrebbe essere riunificata dinanzi al gup a quella degli altri tre imputati dell’inchiesta (per i quali la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio) che – oltre all’imprenditrice Laura Miceli – sono: Antonio Tolomeo, 40 anni, ingegnere con studio a Catanzaro, componente la commissione della Regione Calabria incaricata alla vigilanza in relazione al “Finanziamento di Piani di investimenti produttivi”, e  Deborah Valente, residente a Tropea, 50 anni. Come persona giuridica è indagata anche la società “Baia d’Ercole” con sede a Ricadi, di proprietà Laura Miceli, titolare dell’omonimo villaggio “Baia d’Ercole” sito a Santa Maria di Ricadi. [Continua dopo la pubblicità]

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Le indagini, condotte dai finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catanzaro, sotto il coordinamento della Procura, contestano alla dirigente regionale di aver comunicato all’imprenditrice Laura Miceli informazioni non ancora divulgate riferite a bandi non pubblicati, fornendo anche consulenze. La Rizzo, anche in incontri informali appositamente organizzati, avrebbe quindi prospettato alla Miceli l’evoluzione delle istruttorie di pubblicazione ed i contenuti di bandi regionali finanziati da fondi comunitari destinati al supporto del settore turistico-alberghiero. In cambio avrebbe beneficiato di soggiorni vacanze e casse di vino. Grazie a tali condotte, Laura Miceli e la società “Baia d’Ercole” avrebbero eluso – secondo l’accusa – il divieto di partecipazione a un finanziamento pubblico erogato dalla Regione Calabria, altrimenti precluso in quanto “Baia d’Ercole” aveva già usufruito di un contributo cd. “de minimis” da 200 mila euro per il “miglioramento ed ampliamento delle strutture ricettive esistenti”. 

In cambio di tali “servigi”, secondo gli inquirenti, Maria Gabriella Rizzo era stata ospite delle strutture ricettive facenti capo alla famiglia di Laura Miceli, ricevendo inoltre indebite donazioni di vino e offerte di pranzi a spese dell’imprenditrice di Ricadi. Le attività investigative hanno altresì consentito di accertare che, in un caso, la dirigente regionale Rizzo si sarebbe personalmente adoperata per “accontentare” la Miceli, bisognosa di avere la liquidazione il prima possibile di un Sal di oltre 130 mila euro. Per un errore contenuto in una scheda tecnica, l’effettiva liquidazione del S.a.l. da 130mila euro è poi scesa a 124mila euro. In questo caso la Rizzo si sarebbe sentita in dovere di spiegare alla Miceli che l’errore non era dipeso da lei. A fronte di tali “servigi”, la Rizzo, unitamente ai propri familiari, avrebbe usufruito a spese della Miceli di un soggiorno di cinque giorni a Firenze e di un soggiorno nel villaggio di Santa Maria di Ricadi della Miceli, oltre a pranzi e donazioni di vino. Maria Gabriella Rizzo negli scorsi anni è stata anche dirigente amministrativo dell’Asl di Vibo Valentia.