venerdì,Aprile 4 2025

Vibo, la rabbia dei residenti di via del Gesù: «Sedici giorni senz’acqua. E il dirigente del Comune non risponde»

Continuano i disagi per i residenti "prigionieri" del cantiere di riqualificazione urbana: «Situazione insostenibile. Impossibile lavarsi, cucinare, pulire»

Vibo, la rabbia dei residenti di via del Gesù: «Sedici giorni senz’acqua. E il dirigente del Comune non risponde»
La perdita d'acqua in strada, il cantiere di via Scesa del Gesù e i rubinetti delle case a secco

«Una preoccupante carenza d’acqua lunga sedici giorni». Malumori crescenti tra i residenti di via Scesa del Gesù a Vibo Valentia, arteria che costeggia la chiesa di San Giuseppe e si immette su via Spogliatore. Nel cuore della città, dove sono in atto interventi di riqualificazione urbana che prevedono il rifacimento della strada, l’assenza del prezioso liquido blu sta provocando gravissimi disagi. E così dopo le lamentele dei giorni scorsi e l’assenza di soluzioni, giungono nuove segnalazioni che raccontano tutta l’esasperazione dei cittadini: «Dai rubinetti non scorre un filo d’acqua, stiamo attraversando queste giornate di caldo con la costante preoccupazione che le poche riserve rimaste nell’autoclave terminino», evidenziano.

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«Situazione insopportabile»

Entrando nel dettaglio, una lettrice ci spiega le difficoltà quotidiane: «Le nostre case sono completamente prive di acqua corrente, rendendo impossibile lo svolgimento delle normali attività quotidiane come bere, cucinare, lavarsi e igienizzarsi. La situazione è diventata insostenibile, soprattutto per le famiglie con bambini piccoli e anziani come la mia. Mia madre è affetta da Parkinson e mio padre è avanti con l’età».

I residenti non sanno più a che santo votarsi: «Gli operai, intervenuti sul posto, non hanno compreso la natura del disservizio. Ci hanno riferito che probabilmente la causa del disagio sia da imputare alla Sorical. L’ente infatti non manderebbe pressione sufficiente a far raggiungere l’acqua nelle abitazioni. Teoria che la Sorical ha prontamente smentito. In buona sostanza – commenta con amarezza – ci troviamo di fronte al classico rimpallo di responsabilità».

A rendere il quadro ancor più incandescente, l’assenza di interventi concreti da parte delle Istituzioni: «Non ci è stata inviata neanche un’autobotte». Intanto si continua a restare incollati al telefono per sollecitare risposte e azioni risolutive: «Ho cercato di contattare più volte il dirigente del Comune ma da giorni non risponde. Stamani – aggiunge – sono riuscita a parlare con la segretaria del sindaco Romeo. Mi ha assicurato che avrebbe informato il dirigente tecnico ma a questo punto, dopo sedici giorni, ho davvero perso la fiducia oltre alla speranza di una soluzione». L’auspicio è che il nuovo appello possa «sensibilizzare le autorità competenti affinché intervengano con urgenza per risolvere la situazione» a tutela delle famiglie e soprattutto dei più fragili.

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