Operazione “Rimpiazzo” contro i Piscopisani, in carcere anche Giuseppe Brogna

La Cassazione ha respinto il ricorso presentato dal 61enne ritenuto esponente di primo piano della “società minore”
La Cassazione ha respinto il ricorso presentato dal 61enne ritenuto esponente di primo piano della “società minore”
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Personale delle Squadre Mobili di Vibo Valentia, Catanzaro e del Servizio centrale operativo, nell’ambito dell’operazione denominata “Rimpiazzo”, ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Giuseppe Brogna – in foto -, 61 anni, di Piscopio indagato per il reato di associazione per delinquere di tipo mafioso, avendo partecipato attivamente, secondo l’accusa, al locale di ‘ndrangheta dei Piscopisani, protagonista di innumerevoli attività delittuose poste in essere tra il 2010 e il 2012. Il provvedimento scaturisce dalla decisione della Cassazione che rigettato il ricorso presentato da Brogna avverso l’ordinanza del Tribunale del Riesame di Catanzaro del 30 maggio con la quale è stato accolto l’appello della Dda avverso al decisione del gip distrettuale che aveva negato l’arresto. In particolare, le attività d’indagine hanno consentito di evidenziare il ruolo concretamente svolto da Giuseppe Brogna quale esponente della cosiddetta “Società Minore” di Piscopio. Egli, infatti, rivestendo, secondo l’accusa, la dote di “picciotto”, avrebbe assicurato la propria partecipazione, unitamente ad altri sodali, alle riunioni durante le quali venivano definite le strategie delittuose del gruppo, contribuendo, altresì, all’esecuzione delle direttive dei vertici dell’associazione, riconoscendo e rispettando le gerarchie e le regole interne al sodalizio e consumando i reati-fine della consorteria criminale.

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