Sorveglianza speciale rigettata per 55enne di Sorianello

Non accolta dal Tribunale di Catanzaro la proposta avanzata dalla Questura di Vibo Valentia
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Rigettata dal Tribunale di Catanzaro la proposta di applicazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza per la durata di cinque anni avanzata dalla Questura di Vibo Valentia nei confronti di Domenico Ciconte, 55 anni, di Sorianello, condannato in via definitiva per usura al termine del processo nato dall’operazione “Dinasty”. Già arrestato nel 2008 con l’accusa di aver favorito la latitanza del boss delle Preserre, Bruno Emanuele, e poi denunciato per il reato di truffa nel 2016, Domenico Ciconte non è stato ritenuto dal Tribunale “socialmente pericoloso” in quanto la Questura “non ha fornito notizie in esito al procedimento Dinasty nei confronti di Domenico Ciconte” mentre dal reato di favoreggiamento personale è stato assolto in appello per non aver commesso il fatto. Quanto invece al reato di truffa, il cui dibattimento è ancora in corso, per i giudici tale tipologia di reato “non si apprezza in punto di formulazione di pericolosità sociale”. Infine, riguardo alle frequentazioni con pregiudicati o soggetti controindicati, per il Tribunale si tratta di “soggetti con i quali Ciconte ha rapporti di parentela ovvero soggetti privi di precedenti penali”. Da qui il rigetto della proposta di sorveglianza speciale per come chiesto dagli avvocati Francesco e Paola Stilo, difensori di Ciconte. Nel 2017 allo stesso Ciconte sono stati confiscati diversi beni.

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