Accesso agli atti a Tropea, le prime reazioni politiche

Il gruppo di maggioranza “Tropea futura” fa quadrato e ostenta tranquillità. Nesci (M5s): «La commissione garanzia di legalità».

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Il gruppo di maggioranza “Tropea futura” fa quadrato e ostenta tranquillità. Nesci (M5s): «La commissione garanzia di legalità».

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«L’insediamento della Commissione prefettizia di accesso agli atti presso il Comune di Tropea non può lasciare indifferente una comunità consapevole di rappresentare la località turistica più importante della Regione Calabria». In ogni caso il sindaco, la giunta e il gruppo consiliare Tropea Futura, possono solo ribadire quanto si legge nelle linee programmatiche presentate alla città durante il primo consiglio comunale: “la legalità è la precondizione per lo sviluppo socio-economico, l’attività amministrativa sarà trasparente, imparziale ed improntata al rispetto della legge e alla lotta al crimine e alla corruzione».

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Con queste parole, diffuse oggi pomeriggio al termine di un’apposita riunione il gruppo di maggioranza all’interno del consiglio comunale di Tropea, “Tropea futura”, fa quadrato ed esprime tranquillità alla luce del provvedimento del prefetto Giovanni Bruno che, su mandato del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha inviato a Palazzo S. Anna, questa mattina, una commissione incaricata di accertare eventuali condizionamenti di natura mafiosa nell’operato amministrativo. 

Attività che, riferiscono gli interessati, «continuerà all’insegna degli stessi principi, con la correttezza e il coraggio concretamente dimostrati in quest’inizio di legislatura. Con immutato spirito propositivo, collaboreremo con i componenti della commissione, convinti dell’estrema correttezza degli atti di gestione politica messi in essere dalla giunta e dal consiglio comunale».
Sulla vicenda si è espressa anche la parlamentare tropeana del Movimento 5 stelle Dalila Nesci, dichiarando: «mi auguro che la commissione d’accesso concluda al più presto le verifiche sugli atti. La commissione è organismo di garanzia, ed è il segnale della presenza dello Stato, che dovunque deve essere più forte di ogni aggressione e incrostazione della criminalità organizzata. Anche in questo caso il mio impegno istituzionale andrà nella direzione della legalità, che è la strada migliore per l’intera Calabria».