lunedì,Maggio 16 2022

Morte sospetta di un cane in un canile del Vibonese. L’Enpa: «Accesso agli atti, tutto tace»

La sezione provinciale dell’Ente nazionale protezione animali chiama in causa il Servizio veterinario, il direttore sanitario e il commissario straordinario dell’Asp, nonché il sindaco del Comune di Ionadi, responsabile dei cani che vengono ritrovati e accalappiati nel suo territorio di competenza

Morte sospetta di un cane in un canile del Vibonese. L’Enpa: «Accesso agli atti, tutto tace»
Foto dalla pagina fb di Canile Vibo Valentia

«Il 30 Novembre 2021, tramite articolo di giornale, portavamo a conoscenza i cittadini dell’episodio della morte sospetta, all’interno di un canile della provincia, di un cane accalappiato 10 giorni prima e che a detta del veterinario responsabile godeva di discreta salute, tanto da non dover essere visitata per ulteriori accertamenti presso la clinica veterinaria convenzionata con l’Azienda sanitaria. La situazione si complica quando una volontaria inizia a chiedere i documenti necessari per adottare il cane in questione e dopo giorni di rinvii le viene improvvisamente detto dal Canile “oggi abbiamo trovato la cagnolina morta”. Ci eravamo a quel punto preoccupati di capire cosa fosse successo e ci siamo prodigati nel presentare, così come avevamo preannunciato in quello stesso articolo, un’istanza di accesso agli atti e simultaneamente una richiesta di esame autoptico presso l’Asp di Vibo Valentia, inviando per conoscenza anche al sindaco del Comune di Ionadi, comune dove il cane era stato accalappiato». È quanto ricostruisce la sezione provinciale di Vibo Valentia dell’Enpa “Gli Amici di Ambra”. [Continua in basso]

«Ad oggi – prosegue la nota – superati i 30 giorni a disposizione per accogliere o rifiutare l’istanza tutto tace, e iniziamo a considerarlo l’ennesimo silenzio diniego. Tutto tace da parte del Servizio veterinario, tutto tace dal direttore sanitario, dal commissario straordinario e dal sindaco del Comune di Ionadi, responsabile dei cani che vengono ritrovati e accalappiati nel suo territorio di competenza. E tutto tace a beneficio di chi? Il corpo della cagnolina per cui avevamo richiesto esame autoptico è ancora disponibile? O facendo passare in sordina la nostra istanza di accesso agli atti e la nostra richiesta di autopsia ve ne siete liberati facendolo smaltire? Ciò che oggi vogliamo denunciare – rimarcano dalla sezione Enpa – è l’assurdo continuo diniego, esplicito e non, che ci viene fatto dall’Azienda sanitaria di Vibo Valentia in merito a diverse istanze di accesso agli atti (non è infatti la prima volta), azione che mira a boicottare e contrastare il nostro solerte lavoro che spesso, anzi quasi sempre, sostituisce il loro in molteplici situazioni. Ebbene sì, questo è lo spirito di collaborazione che ci troviamo davanti, questo è il ringraziamento per tutto il lavoro che fanno le associazioni e tutti i volontari del Vibonese, lavoro che continuamente sopperisce alle loro enormi mancanze; e cosa altrettanto grave, tanto quanto il silenzio diniego, è la mancanza di risposta alle nostre Pec: non riceviamo risposta neanche per la comunicazione del numero di protocollo delle nostre istanze».

Quindi, altre domande: «Cosa chiediamo di straordinario? Sapere come e di cosa è morto un cane in un canile dove abbiamo un accesso limitato? Non è un diritto delle associazioni di Protezione e Tutela Animale? Diritto che dovrebbe essere preteso anche dal Sindaco e dai cittadini tutti, che pagano le tasse. Ci addolora vedere associazioni del Nord che collaborano fattivamente con amministrazioni pubbliche quali Comuni e Aziende sanitarie, ci addolora vederli stilare convenzioni, aiutarsi reciprocamente e lavorare per un bene comune; ci addolora prendere atto che qui in Calabria, a Vibo Valentia, siamo lontani ancora anni luce dalla civiltà. Non ci spieghiamo altrimenti, se non come un chiaro intento di metterci a tacere, i diversi dinieghi subiti, e di conseguenza presenteremo ancora una volta istanza di accesso agli atti e richiesta di esame autoptico, questa volta inviando per conoscenza all’Ufficio comunicazione e Urp dell’Asp di Vibo Valentia (e avremmo voluto inviare anche all’Ufficio trasparenza, ma la pagina del loro contatto è vuota) e anche al prefetto di Vibo Valentia, affinché  – concludono i rappresentanti dell’Enpa provinciale – venga messo a conoscenza dello scempio che si sta verificando, della lesione dei nostri diritti di associazioni di Protezione e Tutela Animale, e nella speranza possa intervenire».

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