Quando Salerno incalzava Oliverio sul Credito sociale citando Montanelli

Era l’agosto 2015 e il consigliere regionale arrestato questa mattina si scagliava contro il presidente della Regione rimproverandogli di aver dirottato i fondi oggetto delle sue morbose attenzioni «cancellando una speranza per quelle famiglie cadute sotto la soglia di povertà»

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Era l’agosto 2015 e il consigliere regionale arrestato questa mattina si scagliava contro il presidente della Regione rimproverandogli di aver dirottato i fondi oggetto delle sue morbose attenzioni «cancellando una speranza per quelle famiglie cadute sotto la soglia di povertà»

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Da qualche tempo aveva fatto perdere le sue tracce. Svanito di colpo dai radar della politica e della comunicazione. Il consigliere regionale Nazzareno Salerno non si faceva più vedere in consiglio regionale, né dava notizia della sua attività attraverso i consueti canali mediatici. Tant’è che qualcuno, nei giorni scorsi, si era chiesto: “Chi l’ha visto?”.

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Impegnato nelle sue attività imprenditoriali in Altitalia, si era detto. Strano, tuttavia, era sembrato questo radicale disimpegno dalla vita politica. Troppo radicale anche a volerlo considerare alla luce della cocente sconfitta elettorale alle amministrative di Serra San Bruno, dove la sua lista aveva registrato una “clamorosa” débâcle.

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Oggi i nodi sono venuti al pettine e l’esilio volontario del politico serrese in quel di Verona si veste di nuovi significati. Così come da un altro punto di vista può essere inquadrato oggi quell’attivismo di pochi mesi fa, quando Salerno battagliava in Consiglio portando avanti campagne in difesa delle fasce deboli. Con quale scopo recondito lo facesse, lo rivelano oggi le carte dell’inchiesta “Robin Hood” disposta dalla Dda di Catanzaro.

Rivendicando dai banchi della minoranza l’azione della Giunta della quale aveva fatto parte, l’ex assessore, riferendosi al Credito sociale, nell’agosto del 2015 bacchettava il governatore Oliverio per aver «brutalmente cancellato una speranza per quelle famiglie ormai cadute sotto la soglia della povertà» e di aver soffocato «una boccata d’ossigeno per tanti padri di famiglia che hanno dovuto fare i conti con gli effetti nefasti della congiuntura economica».

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Nello specifico Salerno rimproverava alla Regione di aver «scippato 10 milioni ai beneficiari del Credito sociale, destinandoli alla copertura delle spettanze dei percettori di ammortizzatori sociali in deroga. Per carità – si costernava Salerno -, anche questi ultimi versano in condizioni complicate, ma bisogna avere il coraggio di ammettere che è stata fatta una scelta consapevole, se non scientifica».

Parole che suonano oggi ancor più beffarde di fronte ad un reato che lo stesso procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri non ha esitato a definire «odioso e spregiudicato».

Infine la perla. La citazione colta. «Evidentemente – chiosava il consigliere – aveva ragione Indro Montanelli: “la sinistra ama talmente i poveri che ogni volta che va al potere li aumenta di numero”». Probabilmente non alludeva a quegli stessi poveri cui, secondo l’accusa, è riuscito a sottrarre quasi 2 milioni di euro dirottandoli nelle sue tasche e in quelle dei suoi sodali.

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