giovedì,Maggio 6 2021

Le armi dei Pardea e il piano per uccidere Rosario Pugliese, quattro arresti a Vibo – Video

Ordinanza di custodia cautelare in carcere per tre degli esponenti della ‘ndrina vibonese già arrestati nell’ambito dell’inchiesta Rinascita-Scott. Una quarta persona ai domiciliari

Le armi dei Pardea e il piano per uccidere Rosario Pugliese, quattro arresti a Vibo – Video
F. Antonio Pardea

Nelle prime ore della mattinata, i carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Vibo Valentia hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip distrettuale di Catanzaro, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di quattro persone: Francesco Antonio Pardea, 34 anni, di Vibo Valentia, Marco Ferraro, 23 anni, di Vibo Valentia, Filippo Di Miceli, 49 anni, di Piscopio – già tratti in arresto nell’operazione “Rinascita-Scott” e tutti ritenuti appartenenti al “locale” di ‘ndrangheta di Vibo Valentia (‘ndrina Pardea detti “I Ranisi“) – nonché la moglie di quest’ultimo, Maria Piperno, posta ai domiciliari. 

Le indagini hanno chiuso il cerchio relativamente ai due ingenti ritrovamenti di armi avvenuti in data 20 ottobre 2019 e 6 febbraio 2020, allorquando i militari del Comando provinciale di Vibo Valentia e dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria hanno rinvenuto, sigillato all’interno di alcune pareti, un vero e proprio arsenale composto da fucili automatici, pistole, munizioni e giubbetti anti-proiettili. 

Gli sviluppi investigativi hanno consentito di accertare che le armi ritrovate costituivano l’arsenale della ‘ndrina “Pardea”, soprannominata anche con l’appellativo di “Ranisi”. Le armi dovevano servire per l’esecuzione dell’omicidio di Rosario Pugliese, 54 anni, di Vibo Valentia, alias “Saro Cassarola”, attualmente latitante per l’operazione “Rinascita-Scott” e ritenuto appartenente alla contrapposta ‘ndrina detta dei “Cassarola”.  

Di assoluto rilievo nelle acquisizioni investigative e del tutto attinenti alle risultanze dell’operazione “Rinascita-Scott”, relativamente al collegamento del “locale” di Vibo Valentia con il “Crimine” di Polsi (San Luca), è l’incontro monitorato nel 2009 tra alcuni esponenti del locale di Vibo Valentia, Bartolomeo Arena, Domenico Camillò (classe ’41) e Antonio Chiarella con Domenico Oppedisano (Don Mico) di Rosarno, soggetto tratto in arresto a seguito dell’operazione “Crimine” e ritenuto il “custode” delle regole della ‘ndrangheta.

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