Licenza al “Chiosco Azzurro” di Vibo Marina: il Comune ci ripensa

L’ordinanza viene trasformata da “revoca” a "sospensione" della licenza sin quando l’intera zona, soggetta a erosione costiera, non verrà messa in sicurezza

L’ordinanza viene trasformata da “revoca” a "sospensione" della licenza sin quando l’intera zona, soggetta a erosione costiera, non verrà messa in sicurezza

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Non è durata neanche 24 ore la revoca della licenza al bar-ristorante-tavola calda “Chiosco Azzurro” sito nel quartiere Pennello di Vibo Marina. Il Comune di Vibo Valentia, o meglio il Dipartimento “Attività produttive” guidato dalla dirigente Adriana Teti, ci ha infatti “ripensato” e l’ordinanza di revoca della licenza, motivata con la “salvaguardia della pubblica e privata incolumità”, è stata modificata. Da revoca si passa infatti a “sospensione” della licenza “sino alla messa in sicurezza della zona” soggetta a fenomeni di erosione costiera “in corrispondenza del piazzale adiacente il fabbricato Chiosco Azzurro” di proprietà di Giuseppe Francolino, 45 anni, ex testimone di giustizia nell’operazione “Odissea” che nel settembre 2006 ha portato a scoperchiare un vasto giro di usura gestito da esponenti di spicco della criminalità vibonese.

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Il 13 aprile scorso era stato ordinato allo stesso Francolino ed al proprio nucleo familiare di sgomberare l’immobile, in parte adibito a civile abitazione. Ieri quindi, la revoca della licenza motivata con la “sussistenza del fenomeno dell’erosione costiera in corrispondenza del piazzale adiacente il fabbricato denominato Chiosco Azzurro”. Un provvedimento che rappresentava un colpo “mortale” e definitivo per Giuseppe Francolino, già pronto ad impugnare dinanzi al Tar l’ordinanza, atteso che fra i motivi di revoca di una licenza commerciale non si possono di certo annoverare i pericoli per la pubblica incolumità derivanti dall’erosione costiera. Oggi, invece, la notifica a Francolino della modifica dell’ordinanza con il passaggio da revoca della licenza a “sospensione della licenza” sin quando il Comune non metterà in sicurezza l’intera zona che va dal lungomare all’intersezione fra via Pennello e via Aosta. Retromarcia, dunque, dagli uffici comunali, non nuovi a modificare in corsa provvedimenti e ordinanze già firmate.