‘Ndrangheta: apertura processo “Costa pulita” a rischio per lo sciopero degli avvocati

Per lunedì mattina è fissato dinanzi al Tribunale di Vibo l’inizio del dibattimento a carico di capi e gregari dei clan Mancuso, Il Grande, Accorinti, Bonavita e Melluso. Ecco i nomi di tutti gli imputati

Per lunedì mattina è fissato dinanzi al Tribunale di Vibo l’inizio del dibattimento a carico di capi e gregari dei clan Mancuso, Il Grande, Accorinti, Bonavita e Melluso. Ecco i nomi di tutti gli imputati

Informazione pubblicitaria

E’ stata fissata per domani nell’aula bunker del nuovo Tribunale di Vibo Valentia di via Lacquari l’apertura del processo nato dall’operazione antimafia denominata “Costa pulita”, scattata nell’aprile dello scorso anno e che mira a far luce sulle attività illecite di un’articolazione del clan Mancuso di Limbadi e Nicotera, sul clan Accorinti-Bonavita-Melluso di Briatico e sulla “famiglia” Il Grande di Parghelia. Si tratta di un’operazione storica sotto il profilo giudiziario perché per la prima volta in un’aula di giustizia si tenterà di dimostrare l’esistenza di un’associazione mafiosa radicata nei comuni di Briatico e Parghelia, capace di condizionare la vita economica, politica e sociale delle due importanti realtà della costa vibonese.

A rappresentare l’accusa ci saranno i pubblici ministeri della Dda di Catanzaro, Annamaria Frustaci e Andrea Mancuso. Il processo, tuttavia, potrebbe non aprirsi domani per via dell’adesione degli avvocati del collegio di difesa all’astensione dalle udienze dal 22 al 25 maggio indette dall’Unione delle Camere penali per protestare contro la riforma del processo penale di iniziativa governativa sul quale è stato imposto il voto di fiducia al Parlamento.

Quello fissato domani dinanzi al Tribunale collegiale è naturalmente il troncone processuale che si celebrerà con rito ordinario, avendo altri imputati chiesto ed ottenuto di essere giudicati dallo stesso gip distrettuale di Catanzaro con il rito abbreviato che comporta in caso di condanna uno sconto di pena pari ad un terzo.

 Questi gli imputati del troncone in ordinario che si celebrerà davanti al Tribunale di Vibo Valentia: Francesco Giuseppe Bonavita, detto “Pino” (cl. ’46) di Briatico; Giuseppe Armando Bonavita (cl. ’79), di Briatico, figlio di Pino; Pantaleone Mancuso, alias “Scarpuni”, (cl. ’61), di Limbadi; Nazzareno Colace (cl. 64), di Porto Salvo, frazione del comune di Vibo; Greta Accorinti (cl. ’87), di Briatico, figlia del presunto boss Antonino Accorinti; Domenico Mancuso (cl. ’75), di Limbadi, figlio del boss Giuseppe Mancuso detto “‘Mbroghja”; Pasquale Quaranta (cl. 63), di Santa Domenica di Ricadi; Egidio Il Grande (cl. 64), di Parghelia; Filippo Niglia (cl. ’60), imprenditore di Briatico, attivo nel settore della navigazione per le isole Eolie; Pasquale Puglia (cl. ’74) di Polla (Sa); Francesco Pugliese (cl. ’64), nativo di Spilinga, ma domiciliato a Mesiano di Filandari; Giuseppe Evalto (cl. ’63), imprenditore originario di Spilinga; Andrea Granato (cl. ’92), di Briatico; Emanuele Granato (cl. 88), di Briatico; Adriano Greco (cl. ’82), di Briatico;

Domenico Marzano (cl. ’66), di Briatico, avvocato e già assessore comunale ai Lavori pubblici del Comune di Briatico; Gennaro Melluso (cl. ’70), ex assessore di Briatico; Francesco Crigna (cl. ’70), già vicesindaco del Comune di Parghelia; Roberto Caruso (cl. ’55), di Cosenza, proprietario del complesso residenziale di Briatico denominato “La nave” sito in località “Brace”; Aldo Gallucci (cl. 55), di Vibo Valentia, dipendente della Capitaneria di Porto di Vibo Marina; 

Leonardo Russo (cl. ’70) di Zambrone; Saverio Sergi (cl. ’58) di Briatico; Francesco Zungri (cl. ’60), nato a Vibo Valentia; Luciano Artusa (cl. ’61), di Vibo Valentia; Michele Fusca, detto “Lello”, (cl. ’42), di Vibo Valentia, noto imprenditore attivo nel settore edile e delle costruzioni e negli anni ’80 presidente del Nucleo Industriale di Vibo e già consigliere comunale di Vibo Valentia con la Dc. Lello Fusca è sotto processo per violenza privata aggravata dalle modalità mafiose.

Alessandra Borello (cl. ’84), di Briatico, nipote del presunto boss di BriaticoAntonino Accorinti, e moglie di Francesco Marchese di Briatico; Marco Borello (cl. ’74), di Briatico, accusato di essere il “titolare” formale della squadra di calcio “Asd Briaticese” il cui reale proprietario occulto sarebbe, secondo la Dda, Antonino Accorinti; Francesco Capano (cl. ’72), nato a Vibo Valentia; Pantaleone Costantino (cl. ’57), di Limbadi; Francesco Daniele (cl. 58) di Argusto (Cz); Massimo Fortuna (cl. ’76), di San Gregorio d’Ippona, titolare di una ditta che si era aggiudicata il servizio di refezione scolastica a Briatico nel 2011.

Giuseppe Garrì (cl. ’72) di San Costantino di Briatico, detto “Peppe u Papa”; Francesco Grillo (cl. ’79) di Paradisoni di Briatico, titolare di una ditta attiva nel commercio all’ingrosso della frutta; Giuseppe Lo Gatto (cl. ’71) di Briatico, titolare dell’omonima ditta individuale che gestiva “Il Mulino della Rocchetta” di Briatico, ristorante per la Dda “facente capo e riconducibile alla cosca Accorinti”; Salvatore Loiacono (cl. ’67), di Zambrone; Simone Loiacono (cl. ’89), di Briatico, accusato di essere il titolare formale del “Bar Jolly” per conto dei fratelli Emanuele e Simone Melluso di Briatico; Gregorio Loiacono (cl. ’58) di Briatico; Domenico Marchese (cl. ’79), alias “Banana”, di Tropea, titolare dell’omonima ditta di installazione di impianti idraulici e condizionamento a Ricadi (è indagato per armi ed è ritenuto dalla Dda vicino al clan Il Grande di Parghelia); Francesco Melluso (cl. ’70) di Briatico; 

Antonio Napoli (cl. ’44) di Briatico; Caterina Nicolino (cl. ’77) di Milano, accusata di essere stata per un certo periodo socia ed amministratrice di una società che gestiva un villaggio turistico “per conto sia di Bonavita Francesco Giuseppe che di Accorinti Antonino”; Salvatore Pandullo (cl. ’87) di Seregno, sposato con Greta Accorinti figlia di Antonino Accorinti; Loredana Pappalo (cl. ’71), di Magenta (Mi), convivente di Francesco Piccolo; Francesco Piccolo (cl. ’74) di Tropea, ma residente a magenta (Mi); Michele Salerno (cl. ’46), di Cutro (Kr); 

‘Ndrangheta: “Costa pulita” a Vibo, 40 persone offese e politici parti civili contro se stessi

Antonino Staropoli (cl. ’82), titolare di fatto per la Dda dell’agenzia immobiliare “Progetto Casa” di Briatico; Francesco Tripaldi (cl. ’52), di Limbadi; Stefangregorio Tripaldi (cl. ’79) di Limbadi; Giuseppe Vangeli (cl. 61) di Longobardi, frazione di Vibo Valentia.

In foto dall’alto in basso: Pino Bonavita, Pantaleone Mancuso, Pasquale Quaranta e Domenico Mancuso

Ndrangheta: “Costa pulita” a Vibo, 40 persone offese e politici parti civili contro se stessi

‘Ndrangheta: inchiesta “Costa pulita” nel Vibonese, tutti a giudizio (NOMI)

‘Ndrangheta: lo scontro fra clan nella ricostruzione del pentito Servello

‘Ndrangheta: il predominio degli Accorinti a Briatico raccontato dai pentiti lametini

‘Ndrangheta: “Costa pulita”, il potere mafioso a Briatico nella testimonianza di Agnese Merli

‘Ndrangheta: il potere del clan Il Grande su Parghelia ed i rapporti mafia-politica