Migliaia di migranti salvati in mare, il Comune di Vibo premia l’equipaggio della motovedetta CP265 (VIDEO)

Il riconoscimento conferito per la “meritevole attività di soccorso prestata nel corso della missione svolta nel canale di Sicilia”, dall’imbarcazione comandata dal primo maresciallo Paolo Fedele

Il riconoscimento conferito per la “meritevole attività di soccorso prestata nel corso della missione svolta nel canale di Sicilia”, dall’imbarcazione comandata dal primo maresciallo Paolo Fedele

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La consegna della targa al Comune di Vibo
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Hanno battuto in lungo e in largo le acque del Mediterraneo divenute una tomba per migliaia di disperati. Hanno salvato vite e reso onore allo Stato. Sono gli uomini della capitaneria di Porto di Vibo Marina, in particolare quelli che compongono l’equipaggio della motovedetta CP265 comandata dal primo maresciallo Paolo Fedele.

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I nostri angeli del mare. Loro che nei mesi scorsi hanno tratto in salvo migliaia di vite umane: le vite dei migranti salvati nel Canale di Sicilia. In missione a Lampedusa per fronteggiare le situazioni di emergenza. Ed è a loro che, stamattina il vicesindaco di Vibo Valentia, Raimondo Bellantoni, ha consegnato una targa. Un riconoscimento ufficiale “per la meritevole attività di soccorso e di salvataggio dei rifugiati stranieri nel canale di Sicilia, compiuta con encomiabile senso del dovere ed ammirevole spirito di solidarietà, dal 27 dicembre 2016 al 28 febbraio del 2017. Il più sentito ringraziamento dalla città di Vibo Valentia”. Firmato, il sindaco Elio Costa.

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Queste le parole impresse sulla targa che il vicesindaco di Vibo ha letto prima di consegnare il riconoscimento ad un altrettanto emozionato Paolo Fedele. Il primo maresciallo della Capitaneria di Porto vibonese ha quindi ringraziato sia il Comune per «il gesto di grande attenzione e sensibilità» che il suo equipaggio.

«Uomini straordinari – ha detto – che hanno vissuto esperienze indimenticabili sia dal punto di vista lavorativo che umano». Paolo Fedele ha poi ricordato un’immagine che gli è rimasta impressa nella mente e che difficilmente dimenticherà: «Durante uno dei tanti salvataggi a largo delle coste libiche, osservavo i miei uomini mentre rimboccavano le coperte termiche ai migranti. Un gesto che solitamente fanno le madri con i loro figli. Un grande gesto umano – ha concluso – che porterò con me tutta la vita».

Nel corso della cerimonia, che si è svolta nella sala consiliare di Palazzo Luigi Razza, è intervenuto anche il comandante della Capitaneria di porto di Vibo Marina Rocco Pepe.

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