Emergenza idrica, la Sorical ribatte al Comune di Cessaniti

A determinare la carenza idrica, secondo la società che gestisce le risorse idriche regionali, sarebbe «un elevatissimo livello di perdite»

A determinare la carenza idrica, secondo la società che gestisce le risorse idriche regionali, sarebbe «un elevatissimo livello di perdite»

Una perdita d'acqua
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In merito all’emergenza idrica che ha colpito il Comune di Cessaniti, la Sorical, ente gestore del servizio idropotabile in Calabria risponde all’ordinanza del sindaco di Francesco Mazzeo avente come oggetto “Ripristino Erogazione Idrica”. Nella lunga nota a firma del responsabile Compartimento Centro Massimo Macrì, chiarito lo schema acquedottistici del comune, indipendenti l’uno dall’altro: l’acquedotto del Poro, che rifornisce il nucleo centrale (capoluogo) e la frazione Pannaconi e l’acquedotto Contura-Valle, che rifornisce la frazioni San Cono e San Marco.

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Quindi, riprese le «tabulazioni estratte dal bilancio idrico per i due schemi acquedottistici sopra citati, con evidenza delle relative fonti di alimentazione e di tutti i comuni serviti con i relativi centri di consegna e le portate medie erogate». A queste, s’aggiungono i dati sulla popolazione: «L’erogazione di acqua potabile all’ingrosso assicurata da Sorical al Comune di Cessaniti – precisano – è andata progressivamente a crescere negli anni, attestandosi ormai stabilmente intorno ai 600.000 m3/anno, mentre la popolazione residente è andata diminuendo fino al valore attuale di 3.282 unità». Stando alle stime, si garantirebbe per il soddisfacimento degli utilizzi reali della popolazione «una portata media pari a circa 19 litri/secondo che corrisponde ad una dotazione media unitaria pari a poco più di 500 litri/(abitante per giorno) che è un valore esattamente doppio rispetto a quanto la vigente normativa regionale, come anche gli standard di settore e le norme nazionali». La carenza idrica sarebbe quindi determinata da «un elevatissimo livello di perdite che rendono quindi necessario che Sorical provveda ad erogare una portata ampiamente esuberante (praticamente doppia) rispetto a quella realisticamente dovuta».

Solo in questo modo che «il Comune di Cessaniti riesce ad assicurare un adeguato servizio alle utenze, lasciando nel contempo che una buona metà della portata erogata dalla Sorical, sia a causa di prelievi per utilizzi impropri dell’acqua potabile, sia per una serie di difetti funzionali della rete di distribuzione, venga dispersa dalla rete di distribuzione interna che, è bene ricordarlo, rimane di esclusiva responsabilità della struttura comunale». La Sorical, nel rispondere al primo cittadino, evidenzia le condizioni di siccità persistenti in tutto il territorio e la necessità di reprimere utilizzi impropri del prezioso bene comune: «La ridotta erogazione – sottolineano – è solo dipendente dalla progressiva riduzione della portata disponibile in testa allo schema acquedottistico per la sua alimentazione e quindi contestiamo e rigettiamo con forza quanto riferito dall’amministrazione comunale di Cessaniti secondo cui Sorical avrebbe proceduto ad una deliberata interruzione o riduzione dell’erogazione idropotabile». Al momento, infine, si sta procedendo alla riverifica «della ripartizione tra i diversi centri di erogazione serviti dall’acquedotto Poro con l’obiettivo di aumentare la portata erogata ai nodi capoluogo e Pannaconi e ripartire la minore portata disponibile in maniera proporzionale tra i diversi nodi raggiunti dall’acquedotto che afferiscono anche ai comuni di Briatico, Filandari, Ionadi, Rombiolo, San Calogero, San Costantino e Zungri».

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