Vertenza Sicurtransport, sit-in dei lavoratori in Prefettura

Una delegazione di guardie giurate ha chiesto invano di incontrare il prefetto. Dal primo novembre scorso sono stati messi in mobilità.

Una delegazione di guardie giurate ha chiesto invano di incontrare il prefetto. Dal primo novembre scorso sono stati messi in mobilità.

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Il sit-in dei lavoratori Sicurtransport
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Una delegazione di lavoratori della Sicurtransport, ha messo in atto, questa mattina, un sit-in di fronte alla Prefettura di Vibo Valentia per chiedere un interessamento dell’Ufficio territoriale del governo rispetto alla loro vertenza lavorativa.
I manifestanti, una decina in tutto, accompagnati da esponenti sindacali della Cisl, hanno richiesto un incontro con il prefetto Giovanni Bruno senza tuttavia ottenerlo. Gli stessi lavoratori si sono poi diretti verso l’Ispettorato del lavoro per evidenziare quelli che a loro avviso sarebbero i profili d’illegittimità emersi nella loro vicenda. Si tratta di 10 guardie giurate, delle 41 già in forza alla sede vibonese dell’agenzia di sicurezza e sorveglianza che ha sede a Palermo, licenziati e posti in mobilità dal primo novembre a causa della corposa ristrutturazione operata dall’azienda.

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Si appellano ora alla rappresentanze istituzionali e politiche affinché si facciamo carico loro vicenda motivando tra l’altro la richiesta con le pressanti esigenze di sicurezza e vigilanza del territorio che richiederebbero un incremento della dotazione organica anziché un suo ridimensionamento.

«Si tratta perlopiù – come ha fatto notare Fortunato Lo Papa della Finascat Cisl Calabria – di lavoratori con famiglie monoreddito che vedono quindi messa a repentaglio anche la loro condizione economica. Riteniamo che il provvedimento adottato dalla Sicurtransport sia illegittimo e che altre forme di contrattazione potevano essere adottate prima di arrivare a tale soluzione, anche perché il settore della sicurezza è un comparto molto delicato che, anche alla luce delle difficoltà che si riscontrano sul territorio, merita molte più attenzioni. Abbiamo chiesto più volte al convocazione di un tavolo con l’azienda al fine di chirarire le nostre ragioni e far recedere l’azienda ma, attualmente, non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Non ci fermeremo qui, abbiamo intenzioni di proseguire la nostra protesta».

L’esponente sindacale ha peraltro rilevato alcune anomalie nella comunicazione del provvedimento di mobilità da parte dell’azienda che avrebbe dapprima avvisato a voce (il 29 ottobre) i lavoratori interessati ai quali l’avviso formale sarebbe stato recapitato solo il 2 novembre con decorrenza dal giorno precedente.

Il sindacato ha peraltro reso noto che una nuova azione di protesta verrà messa in atto giovedì mattina davanti alla Prefettura vibonese, chiedendo da subito un incontro congiunto tra azienda, Questura, Prefettura e Ufficio provinciale del lavoro.