Violazione della sorveglianza: 40enne di Acquaro assolto in Appello

I giudici di secondo grado ribaltano le conclusioni alle quali era giunto il Tribunale di Vibo Valentia

I giudici di secondo grado ribaltano le conclusioni alle quali era giunto il Tribunale di Vibo Valentia

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Riformata dalla Corte d’Appello di Catanzaro la sentenza emessa dal Tribunale monocratico di Vibo Valentia il 6 dicembre 2012 con la quale Cosmo Damiano Inzitari, 40 anni, di Acquaro, era stato condannato ad un anno di reclusione per violazione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza. Accogliendo le argomentazioni difensive dell’avvocato Antonio Barilaro, i giudici di secondo grado hanno ribadito che lo status di persona sottoposta a misura di prevenzione risulta inefficace se non sorretto da una rivalutazione dell’attualità della pericolosità sociale a suo tempo ritenuta dal giudice che ha adottato il provvedimento. Non rivalutare  la pericolosità sociale da parte del giudice comporta “l’esclusione della rilevanza penale della condotta stessa”.

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Nel caso di specie, Inzitari “risultava in stato di detenzione all’atto dell’emissione del provvedimento del Tribunale di Vibo Valentia con il quale veniva disposta l’applicazione nei suoi confronti della misura della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno e vi è rimasto ininterrottamente fino al 12 gennaio 2009. La misura di prevenzione risulta essere stata notificata ad Inizitari in data 13 gennaio 2009 e, dunque, senza che prima venisse operata una rivalutazione dell’attualità del suo stato di pericolosità sociale, sicchè – conclude la Corte d’Appello – in applicazione dei principi della Cassazione, Inzitari viene mandato assolto dal reato che gli viene ascritto poiché la condotta contestata non può avere rilevanza penale poiché la misura di prevenzione doveva reputarsi inefficace”.