Operazione antidroga a Vibo: la nota del dirigente scolastico del Liceo Classico

A nome dell’istituzione scolastica, l’ingegnere Raffaele Suppa ribadisce l’impegno della scuola per garantire la sicurezza contro ogni fenomeno di illegalità

A nome dell’istituzione scolastica, l’ingegnere Raffaele Suppa ribadisce l’impegno della scuola per garantire la sicurezza contro ogni fenomeno di illegalità

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Dal dirigente scolastico del Liceo Classico di Vibo Valentia, Raffaele Suppa, riceviamo e integralmente pubblichiamo:

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“Con riferimento all’articolo di stampa, apparso in data 21/10/2017 sul quotidiano di informazione on-line “Il Vibonese” dal titolo “Operazione antidroga a Vibo Valentia: la “conquista” del Liceo Classico per lo spaccio”, a nome dell’istituzione scolastica che rappresento, esprimo profonda indignazione per l’accostamento improprio e strumentale del Liceo Classico “M. Morelli” a fatti di cronaca giudiziaria e ad indagini ancora in corso, da parte della magistratura e delle forze dell’ordine. Respingiamo fermamente l’etichetta di “epicentro” di attività illecite, così come rappresentate, accostata al nome del Liceo Morelli. La scuola è luogo di apprendimento sereno ed impermeabile dove tutti, ogni giorno, si spendono per garantire la sicurezza contro ogni fenomeno di illegalità compreso il fumo e l’uso di sostanze proibite. Questa scuola, in particolare, la cui tradizione storica e culturale, unanimemente riconosciuta, affonda le proprie radici in un passato glorioso e che ha formato intere generazioni e classi dirigenti, non può essere additata, in modo superficiale e riduttivo, come luogo di atti e comportamenti illeciti, verso i quali è attiva, quotidianamente ogni forma di attenzione e prevenzione. Il dirigente, il personale docente e non docente, i genitori e soprattutto gli studenti, respingono con fermezza ogni atto teso ad infangare e delegittimare l’azione continua e determinata dell’intera comunità educante, impegnata a difendere i valori ed i principi che la scuola come tale deve trasmettere. La libertà di informazione non può essere ridotta a mere forme di generalizzazioni semplicistiche e fuorvianti che offendono e ledono la dignità e la serenità dell’intera comunità educativa e mirano esclusivamente ad accendere i riflettori del clamore mediatico. Infangare il lavoro, l’impegno e la passione dei tanti operatori che ogni giorno si spendono nella formazione delle future generazioni, rappresenta un tentativo maldestro di inficiare la missione autentica della scuola. Facciamo appello alle istituzioni preposte, in primo luogo alla magistratura, affinchè chiariscano i contorni della vicenda, sgombrando il campo da ogni tentativo di accostare il Liceo Morelli ad indagini che riguardano un intero territorio e non questo istituto. Il Liceo Morelli tutelerà la propria immagine e la dignità dell’intera comunità educante, in primo luogo degli studenti, in tutte le sedi opportune”.

 

Sin qui la nota del dirigente scolastico Raffaele Suppa. Per parte nostra preme solamente evidenziare di aver semplicemente fatto il nostro lavoro di cronisti (come in qualsiasi parte del mondo) riportando notizie di indiscutibile interesse pubblico e generale tratte da quanto evidenziato da un giudice per le indagini preliminari (gip) e, prima ancora, da un sostituto procuratore della Repubblica (con il visto del procuratore capo) e dagli apparati investigativi della polizia di Stato. Riteniamo che nessun passo dell’articolo può mai aver “infangato il lavoro, l’impegno e la passione dei tanti operatori” del Liceo Classico di Vibo “che ogni giorno si spendono nella formazione delle future generazioni” per la semplice ragione che nessun cenno è stato fatto nel pezzo ai suddetti operatori, bensì alle denunce sporte da alcuni coraggiosi genitori di alunni del Liceo. L’impegno, il sacrificio e l’ottimo lavoro degli insegnanti tutti, del personale tutto e dei dirigenti tutti, del Liceo Classico di Vibo, così come la sua gloriosa storia, sono ai giornalisti de Il Vibonese ben conosciuti e mai messi in discussione.

Operazione antidroga a Vibo Valentia: la “conquista” del Liceo Classico per lo spaccio