Omicidio Belsito a Pizzo: il ruolo dei sanitari dell’ospedale di Vibo nel decesso

Il gip, supportato dalla consulenza della Procura, parla nell’ordinanza di una grave colpa medica quale concausa della morte
Il gip, supportato dalla consulenza della Procura, parla nell’ordinanza di una grave colpa medica quale concausa della morte
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Gettano ombre anche sul ruolo dei sanitari dell’ospedale di Vibo Valentia le indagini sull’omicidio di Domenico Belsito, sparato a Pizzo Calabro la sera del 18 marzo 2004 e morto poi allo Jazzolino in data 1 aprile 2004. Nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere notificata a Nicola Bonavota, Domenico BonavotaOnofrio BarbieriFrancesco Fortuna e Salvatore Mantella (mentre Pasquale  Bonavota è ancora latitante) un paragrafo è infatti dedicato dal gip distrettuale al “Ruolo dei sanitari nella produzione dell’evento”. Il consulente della Procura ha infatti evidenziato profili di colpa medica “ascrivibili a taluni sanitari” che all’epoca hanno avuto in cura il ferito Domenico Belsito all’ospedale di Vibo Valentia dopo l’agguato. [Continua dopo la pubblicità]

Scrive il consulente del pm a tal proposito: “E’ possibile affermare che si ravvisano gli estremi di una condotta gravata da colpa, per ritardo diagnostico e successivo ritardo terapeutico, a carico dei sanitari della Divisione di chirurgia d’urgenza che ebbero ricoverato Belsito dal 28 marzo 2004 al 31 marzo 2004 e che lo sottoposero ad intervento chirurgico solamente in data 31 marzo 2004 quando il quadro di peritonite della precedente sutura intestinale era ormai troppo avanzato”. Rassegnando le proprie conclusioni, il perito della Procura – come evidenziato dal gip nell’ordinanza – chiariva che: si rileva un ruolo concausale tra l’aggressione subita dal Belsito, che aveva di per sé idoneità lesiva mortale, se non idoneamente trattata, ed il comportamento gravato da colpa da parte dei sanitari della Divisione di Chirurgia d’Urgenza del presidio ospedaliero Jazzolino di Vibo”.
In base al c.d. “principio di equivalenza causale”, eventuali concause non escludono però il rapporto di causalità fra l’azione – nel caso di specie quella tenuta dagli indagati con la sparatoria del 18 marzo 2004 – e l’evento, cioè il decesso di Domenico Belsito, tranne non siano state sufficienti a determinare l’evento. In sostanza, Domenico Belsito non è morto solo per negligenza medica ma anche perché colpito da colpi d’arma da fuoco con il chiaro intento di eliminarlo ed ecco perché la contestazione agli arrestati odierna è quella di omicidio consumato anziché tentato. Ciò non esclude, tuttavia, una colpa medica sulla quale le indagini potrebbero riservare ancora più di una sorpresa. I familiari di Domenico Belsito avevano all’epoca presentato una denuncia contro i medici che è stata però in seguito archiviata.

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