Caos rifiuti a Vibo, dopo la denuncia del sindacato scatta l’ispezione al deposito Dusty

Sopralluogo di carabinieri, Asp e Ispettorato del lavoro nei capannoni dell’area industriale di Maierato che secondo lo Slai-Cobas sarebbero «privi dei requisiti minimi di sicurezza ed igiene»

Sopralluogo di carabinieri, Asp e Ispettorato del lavoro nei capannoni dell’area industriale di Maierato che secondo lo Slai-Cobas sarebbero «privi dei requisiti minimi di sicurezza ed igiene»

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Uno dei cassoni presenti a Maierato
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Era stato invocato nei giorni scorsi a gran voce dal responsabile provinciale dello Slai Cobas di Vibo, Nazzareno Piperno, attraverso un esposto indirizzato al dirigente del servizio Igiene e sanità pubblica dell’Asp e al responsabile del Noe dei carabinieri di Vibo.   

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Quell’intervento, teso a verificare le condizioni del deposito degli automezzi della Dusty (azienda che gestisce il servizio rifiuti a Vibo) situato nella zona industriale di Maierato, è avvenuto nella giornata di ieri. Ad eseguirlo i carabinieri della locale Stazione affiancati da personale dell’Asp e dell’Ispettorato del lavoro.

Piperno aveva acceso i riflettori, nei giorni scorsi, sulle condizioni dei locali «privi dei requisiti minimi di sicurezza ed igiene previsti dalla normativa in materia», allegando una corposa documentazione fotografica comprovante la sua denuncia. 

«In particolare – aveva affermato il responsabile dello Slai Cobas – sul sito in questione, ove sono collocati anche alcuni uffici aziendali, esiste un solo servizio igienico fornito di un semplice wc e di un piccolo lavabo assolutamente insufficiente alle necessità del personale sia maschile che femminile».

Ancora, Piperno aveva evidenziato la mancanza di uno spogliatoio, di una doccia e della pavimentazione esterna che rende l’area «polverosa d’estate ed estremamente fangosa d’inverno». Di più, il sindacalista segnalava la presenza di «diverse macchine per la pressa dei rifiuti (umido ed indifferenziato in particolare) che vengono ivi scaricati dagli automezzi di raccolta e le inevitabili infiltrazioni di percolato nel terreno sottostante». 

Circostanze che avevano già suscitato la reazione dell’azienda che in una dura nota consigliava a Piperno di «astenersi dal rilasciare dichiarazioni strumentali non rispondenti al vero» parlando di «fotografie che non rappresentano il reale» in quanto «Dusty possiede tutte le certificazioni di qualità, ambiente e sicurezza» a tutela della «certezza assoluta del fatto che l’azienda si dota di ogni strumento per poter agire in ogni luogo nel pieno rispetto delle normative vigenti, assicurando dignità, sicurezza e pari diritti a tutte le risorse umane che lavorano nei propri cantieri».

A sancire dove sta la verità sullo stato dell’arte, sarà ora proprio l’esito dell’ispezione operata da Carabinieri, Asp e Ispettorato del lavoro, soggetti che avrebbero riscontrato delle anomalie nello stoccaggio dei rifiuti, in un sito che dovrebbe fungere da mero deposito di mezzi e materiali, e nell’allocazione degli uffici. 

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